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The Tomorrow Series: Il domani che verrà

Pubblicato il 5 novembre 2011 da Marco Di Cesare


The Tomorrow Series: Il domani che verrà

Malgrado la piega generale intrapresa dal film, nella prima mezzora vi è un forte senso di isolamento, e anche di solitudine, che può considerarsi come l’aspetto più intenso della pellicola e che, quando viene portato allo scoperto, diviene il segno caratterizzante dei pochi momenti buoni di quest’ultima. La solitudine attraversa sia il prologo, un idillio che nasce dalla scoperta della natura più selvaggia e nascosta nel cuore dell’Australia, che l’introduzione della vicenda, quando la paranoia e il senso di persecuzione possono sinceramente far trasalire. In entrambi i casi l’isolamento non è solamente quello che coglie l’individuo in uno snodo fondamentale della propria vita, ossia l’adolescenza, quanto anche quello che investirà un intero gruppo di giovani, i quali saranno accomunati dal dover imparare a (soprav)vivere.
Perché di questo parla Il domani che verrà (tratto dal primo romanzo della saga best seller scritta da John Marsden): dell’accidentato percorso di crescita di alcuni ragazzi, del loro obbligato passaggio dalla spensieratezza alla capacità di non lasciarsi schiacciare dalle responsabilità più pressanti, lasciati da soli in un mondo ostile, abbandonati e senza alcuna guida adulta. Adulti che, al ritorno da una breve vacanza estiva, i ragazzi non troveranno più a casa, in una cittadina che risulterà essere uno degli avamposti dell’invasione da parte di un esercito nemico, una compagine la cui marcia appare inarrestabile e contro la quale proprio lo sparuto manipolo di eroi per caso deciderà di combattere.
Così come accade nel romanzo, il debuttante regista Stuart Beattie (già conosciuto autore dello script di Collateral e di Australia e dei soggetti della serie blockbuster sui Pirati dei Caraibi) sceglie di aprire la narrazione utilizzando un lungo flashback, allorché inquadra il viso (ormai non più) innocente della protagonista Ellie, la quale sembra quasi cercare di commuovere l’impassibile e vitreo occhio di una videocamera, mentre si prepara a mostrarci il percorso che ha condotto lei e i suoi amici fin lì. In questo modo fin da subito Il domani che verrà si presenta in quanto ’scoperta’: di una solitudine, di un inaspettato mondo intorno a sé, di un orrore.
Orrore che, comunque, tolti i primi incalzanti istanti di pressione psicologica, lascia presto il passo a una narrazione e a una messa in scena assai più stanche. Ciò in particolare a causa del processo di solidificazione dei rapporti che intercorrono tra i giovani protagonisti, tanto che, al procedere del cammino di questi per ottenere la libertà, viene a scemare la sensazione di essersi perduti nel mondo: il loro percorso di crescita non viene rappresentato in maniera particolarmente fantasiosa, cosa che, assieme al disvelarsi del mistero che avvolgeva i motivi dell’invasione, diviene un peso insostenibile per il film, il quale presto comincia a trascinarsi, lasciandosi notare giusto per le sequenze da puro action movie, ma principalmente rendendosi colpevole di avere anche lui abbandonato i suoi giovani protagonisti, descritti non più come persone, ma come semplici e inutili caratteri verso i quali rimane difficile provare alcuna empatia.


TRAILER


FOTOGALLERY


CAST & CREDITS

(Tomorrow, When the War Began); Regia e sceneggiatura: Stuart Beattie (soggetto tratto dal primo dei sette romanzi che compongono la saga scritta da John Marsden); fotografia: Ben Nott; montaggio: Marcus D’Arcy; musica: Johnny Klimek e Reinhold Heil; interpreti: Caitlin Stasey (Ellie Linton), Rachel Hurd-Wood (Corrie Mackenzie), Lincoln Lewis (Kevin Holmes), Deniz Akdeniz (Homer Yannos), Phoebe Tonkin (Fiona Maxwell), Chris Pang (Lee Takkam), Ashleigh Cummings (Robyn Mathers), Andrew Ryan (Chris Lang), Colin Friels (Dott. Clements); produzione: Ambience Entertainment, Omnilab Media; distribuzione: Eagle Pictures; origine: Australia e USA, 2010; durata: 100’; web info: il blog ufficiale.


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