X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



TI VA DI BALLARE?

Pubblicato il 28 aprile 2006 da Marco Di Cesare


TI VA DI BALLARE?

Ghetto di New York: Mercuzio uccide Tebaldo, Tebaldo uccide Mercuzio. Ma tutto ciò non lo vedremo rappresentato in scena, perché quello che conta in questa commedia è mostrare come gli adolescenti afroamericani Rock e Lahrette sapranno andare oltre le loro antiche inimicizie, aiutati da Pierre Dulaine e da un valzer viennese.
Dulaine (interpretato da Antonio Banderas) è un insegnante in un’importante accademia di danza per newyorkesi altolocati. Una sera, tornando a casa, si imbatte in un ragazzo che sta distruggendo l’automobile che Dulaine scoprirà appartenere alla preside della scuola in cui il giovane “studia”. Da quel momento il buon Pierre si adopererà per cercare di recuperare, a suo modo, i ragazzi più irrequieti dell’istituto: attraverso lezioni di ballo durante il doposcuola punitivo, fino a portarli a gareggiare nella più importante gara di New York, in cui sfideranno i loro coetanei WASP che hanno professionalità, classe e antipatia da vendere.
Il soggetto del film è tratto da una storia vera: Pierre Dulaine è un ex-ballerino di fama internazionale che ha istituito diverse scuole di danza per recuperare ragazzi disagiati.
Il film tratta, come una semplice fiaba, di conflitti sanati, del melting pot (nella realtà emblema di un’epoca ormai lontana), di come la danza da sala possa fondersi con il rap: Ti va di ballare? è una versione innocua ed edulcorata della realtà. L’incontro di due mondi lontani: nel primo un brano dei fratelli Gershwin rappresenta un inascoltabile frastuono senza senso per i malcapitati liceali patiti di musica hip-hop; nell’altro un quarantenne di buone maniere cerca di far capire come la danza da sala non sia un passatempo solo per ricchi annoiati.
La regista Liz Friedlander, qui al suo esordio dopo una lunga carriera alla direzione di videoclip musicali (anche per grandi nomi come R.E.M. e U2), ha cercato di trovare un giusto equilibrio tra commedia, dramma, tensione verso gli abissi della non-vita che caratterizza i giovani delle fasce sociali più povere, e una giusta voglia di riscatto. E soprattutto ha reso la musica e la danza le vere protagoniste del film, seppure a scapito della sceneggiatura, troppo schematica e scontata, tanto da essere più adatta ad un film per la televisione che ad un lungometraggio per sale cinematografiche.
Un po’ di Romeo e Giulietta, sensuali coreografie, la macchina da presa che accarezza corpi e volti e, in più, una storia tratta dalla realtà: quanto si sarebbe potuto dire sui difficili rapporti tra arte e vita! Perché Ti va di ballare? racconta la storia di come l’arte e la bellezza che essa porta con sè possano tracimare nella vita e irrorarla fino a renderla più meritevole di essere vissuta. Ed è appurato il fatto di quanto la musica, come d’altronde qualsiasi altra arte, possa salvarci la vita. Ma è anche oramai accertato in che modo certi filmetti (caratteristici non solo della produzione hollywoodiana) di certo non facciano bene all’arte, qualunque essa sia (musica, danza e, in primis, il cinema). Perché è sempre bello poter sognare, ma è anche vero come oggi il pubblico cinematografico dovrebbe essere maggiormente smaliziato di fronte a operazioni puramente commerciali che non riescono a scandagliare, seppure nei toni della commedia, una realtà che è sempre complicata da interpretare, e che non può essere restituita attraverso una semplice versione romanzata e favolistica.

(Take the Lead) Regia: Liz Friedlander; soggetto e sceneggiatura: Diane Houston; fotografia: Alex Nepomniaschy; montaggio: Robert Ivison; musica: Aaron Zigman e Swizz Beatz; scenografia: Paul Denham Austerberry; costumi: Melissa Toth; interpreti: Antonio Banderas (Pierre Dulaine), Rob Brown (Rock), Yaya DaCosta (Lahrette), Alfre Woodard (Augustine James); produzione: New Line Cinema; distribuzione: Eagle Pictures; origine: U.S.A. 2006; durata: 108’; web info: sito internazionale, sito italiano.

Enregistrer au format PDF