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Toomelah - Cannes 2011 - Un certain Regard

Pubblicato il 15 maggio 2011 da Antonio Valerio Spera


Toomelah - Cannes 2011 - Un certain Regard

Daniel è un bambino di dieci anni che vive in un vecchio villaggio aborigeno australiano il cui sogno è diventare un gangster, come tutte le figure maschili che orbitano nella sua vita. Marina la scuola, si getta in piccole risse e aiuta l’amico adulto Linden, che appartiene alla più importante gang del paese, a spacciare la droga. Tutto sembra andare secondo i progetti di Daniel, il suo malsano sogno sembra vicino e realizzabile, fino a che un malvivente spacciatore che, prima di essere arrestato, lavorava nel suo villaggio, esce dal carcere. Lo scontro tra la banda di Linden e il nuovo concorrente sarà l’occasione per Daniel di ragionare sul suo futuro e sulle sue scelte.
Toomelah, terzo lungometraggio dell’australiano Ivan Sen presentato nella sezione Un Certain Regard del 64° Festival di Cannes, dipinge un ritratto crudo e veritiero dei cambiamenti avvenuti negli anni nelle popolazioni aborigene australiane. Prendendo come campione il piccolo villaggio di Toomelah che dà il titolo al film, Sen mette a confronto due generazioni diverse: quella di Linden e Daniel, schiava del denaro, della gloria, di falsi miti, del potere e portabandiera della prepotenza e della violenza, e quella della vecchia zia di Daniel, tornata a casa dopo cinquant’anni, che ogni giorno si allontana dal nuovo villaggio per passare intere giornate, ferma e sola nei luoghi della sua infanzia. Un confronto che nasconde un’implicita critica all’evoluzione di un popolo che ha perso i valori e la purezza “incontaminata” di un tempo. Una critica preoccupata, malinconica, nostalgica, valorizzata dal finale in cui il piccolo Daniel guarda le vecchie foto della sua tribù aborigena: una comunità unita, serena, tenuta insieme dalle loro usanze e dai loro riti. Tutto ciò è scomparso oggi. Lo sguardo realistico e duro con cui Sen mostra le difficoltà e l’amoralità della Toomelah contemporanea, reso sullo schermo attraverso una macchina a mano sempre in movimento ed una rappresentazione diretta della violenza, è funzionale ad un profondo e personale discorso sull’identità culturale e sulla graduale perdita di quest’ultima nel mondo di oggi.
Con un incedere narrativo estremamente lento e compassato ma con al contempo una notevole forza visiva, Toomelah è un’opera interessante ed emozionante, sorretta tra l’altro da ottime interpretazioni. Su tutte quella del piccolo Daniel Conners, incredibilmente vero e commovente.


CAST & CREDITS

(Toomelah) Regia: Ivan Sen; sceneggiatura: Ivan Sen; interpreti: Daniel Conners (Daniel), Christpher Edwards (Linden), Michael Conners (Buster); produzione: Bunya Productions; origine: Australia; durata: 106’


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