Torino 32 - Approaching the Elephant - TFFDOC/Democrazia

Ci sono al mondo duecentossessantuno Democratic free schools, Approaching the Elephant, opera prima di Amanda Rose Wilder, come ci informa la didascalia d’apertura, è la storia del tentativo di aprire la ducentosessantaduesima.
Non ci si lasci ingannare dalla parola "Elephant" nel titolo, il documentario della Wilder, infatti, ha ben poco a che vedere con il capolavoro con il quale Gus Van Sant aveva cantato in minore il mondo dell’educazione scolastica americana ai tempi della strage di Columbine.
Qui piuttosto l’accento è posto sul sistema educativo, sul bisogno, da parte della società contemporanea, di ritrovare un modello d’insegnamento democratico che si fondi sull’esperienza e non sulla semplice trasmissione di un sapere nozionistico. Per cui anche se il bianco e nero estremamente crudo della ripresa digitale e l’impiego in certi momenti di una malamente strimpellata Al chiaro di luna (come appunto in Elephant) mettono naturalmente il critico a caccia di riferimenti, si è qui più dalle parti dell’omaggio che non della citazione strutturata e virgolettata.
Del resto la Wilder, che ha incontrato il pubblico a fine proiezione qui a Torino, dice apertamente di essere un’autrice che viene dalla poesia prima ancora che dal cinema e il suo approccio al mezzo e meno intellettualistico e più “materico”.
Nel raccontare questo modello scolastico in cui ai bambini non vengono imposte regole (se non quelle relative alla sicurezza e al rispetto della struttura concessa in uso dalla chiesa locale) e che possono scegliersi le materie da seguire e le lezioni da prendere, si vede che l’autrice è attratta in primo luogo dall’esperimento educativo per lei inedito, e in secondo luogo dal vissuto reale dei bambini, con i loro volti, il loro carattere e le difficoltà insite nel loro stare insieme.
Il modello scolastico proposto, per cui gli studenti possono decidere per sé anche le regole di gioco e in cui ogni cosa viene messa al voto, prima ancora che essere una vera e propria “applicazione pratica” della democrazia, è esercizio di convivenza, lavoro sulla percezione dell’altro e, per riflesso, su se stessi.
La regista è affascinata dal modo con cui questi bambini discutono tra loro, spesso per piccole e futili questioni, e registra con stupore il loro quasi inconsapevole mettersi in discussione per stabilire le norme di una reciproca convivenza. Vedere emergere negli sguardi dei piccoli la consapevolezza di come spesso i bisogni del gruppo non siano gli stessi del singolo e del bisogno di compromessi adeguati alle esigenze di tutti è la vera epifania del documentario. Perché la libertà non è fare ciò che si vuole, ma nasce nel reciproco riconoscimento dell’umanità e dei bisogni dell’altro.
Il grande merito di Amanda Wilder è non essere caduta nelle trappole facili in cui è tanto facile incappare quando si filmano bambini. Pur avendone la possibilità (e il materiale girato), la regista rifiuta sia di inseguire il ritratto del bambino angelicato tipico di tanto cinema americano, che quello altrettanto immarcescibile del teppistello che ha alle spalle un doloroso vissuto familiare.
Dei bambini vede in egual misura e con eguale commozione sia il lato dolce e bello, sia quello terribile, tanto che, in certi momenti del film, si ha quasi l’impressione di trovarsi in un remake documentario de Il Signore delle mosche.
L’esperimento educativo (e sta qui la sua utopia) restituisce al bambino l’esigenza di una scelta e, quindi, l’assunzione di un rischio che coinvolge anche gli educatori.
Proprio per questo, forse, l’altro grande merito del documentario è quello di obbligarci a guardare ai nostri bambini con meno indulgenza, perché prima di essere bambini essi sono individui, con una loro personalità e con dei sogni scritti negli occhi. Sogni che resteranno chiusi nel battito di ciglia se non la smettiamo di temere anche solo che cadendo si sbuccino le gambe.
(Approaching the Elephant); Regia: Amanda Rose Wilder; montaggio: Robert Greene; interpreti: Jiovanni, Lucy, Ethan, Olivia, Jalen, Sarah, Adam, Jake, Nicco, Chaz, Christian, Nicholas, Ciaran, Abigail, Alexander Khost, Elizabeth McCarthy, Dana Bennis, Pat Gamsby, Mason Shepherd, Dennis Charles; produttori:Jay Craven, Robert Greene, Amanda Rose Wilder; origine: USA, 2014; durata: 89’
