X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



TRAVAUX - LAVORI IN CASA, si sa quando cominciano...

Pubblicato il 26 gennaio 2006 da Marco Di Cesare


TRAVAUX - LAVORI IN CASA, si sa quando cominciano...

Esempio di commedia garbata che cerca di trattare col sorriso le tematiche legate ai problemi che sorgono dalla convivenza tra persone appartenenti a gruppi etnici e sociali diversi, così come il mondo che va formandosi assieme alla globalizzazione ci sta prospettando. E un paese come la Francia, con il suo meticciato culturale, può ben rappresentare questa spinta al cambiamento sociale, portatore sia di positive novità culturali che di problematiche mai prima affrontate.
Chantal (Carole Bouquet) è un avvocato progressista che, con successo, difende i diritti di clandestini e sans-papier. Un giorno decide di affidare piccoli lavori di ristrutturazione della sua casa a un giovane architetto colombiano, a cui lei stessa ha fatto ottenere il permesso di soggiorno. Ma le idee della donna verranno messe a dura prova, quando dovrà confrontarsi con i problemi causati dall’imperizia dell’architetto e degli operai sud-americani e africani che lui ha portato con sé.
Il film è opera di Brigitte Roüan, regista francese indipendente e attrice per Rivette, Resnais e Tavernier. La donna ha dichiarato di sentire come proprie le tematiche affrontate in Travaux: ciò potrebbe indurci a pensare che il suo occhio fosse capace di guardare la storia messa in scena da una prospettiva lontana dal dover solamente far ridere; ma la Roüan paga lo scotto di aver creato delle macchiette, piuttosto che dei veri personaggi. L’incontro/scontro tra poveri e ricchi e tra culture lontane, l’esilio, la costrizione del vivere in clandestinità e cattività: questi sono tutti temi che avrebbero potuto (e dovuto...) dare lo spunto per un film maggiormente interessante, meno stereotipato e banale. Uomini che in Sud America hanno combattuto per la Revolución, in Francia sono diventati dei clandestini e degli incapaci: molte delle gag sono legate alle loro difficoltà nel lavoro, causate dal non essere dei manovali professionisti, ma degli individui costretti ogni giorno a reinventare la propria vita in un Paese straniero ed estraneo. E in tutto questo i problemi della Banlieu sono lasciati molto sullo sfondo.
La casa di Chantal rappresenta la Francia intera, nazione che da secoli si picca di essere rifugio per i migranti di ogni tipo e protettrice della cultura e delle arti. Il film si chiude con una dedica in cui si ringraziano le persone venute da oltremare per arricchire la Francia: frase volutamente a doppio senso, per far pesare sia gli aspetti economici dello sfruttamento perpetrato da ogni economia ricca, nei confronti degli immigrati, sia l’augurio che forze nuove possano rendere più ricca socialmente la nostra vetusta Europa che, come una Torre di Babele travagliata da eterni “lavori in corso”, sta cercando la propria strada.
Nel film è presente una strana unione di realismo e di anti-realismo: l’utilizzo di attori non professionisti nelle parti dei manovali, e il tono di surreale commedia musicale. Carole Bouquet interpreta una moderna Biancaneve circondata da sette servitori, dedita, però, più al proprio lavoro che alle faccende casalinghe. E come Biancaneve ama cantare e ballare: durante le arringhe e ogni qual volta deve portare un potente dalla propria parte.
Travaux si chiude con un inutile cammeo di Hugh Grant, nei panni di un inglese, nuovo vicino di casa di Chantal: forse intenzione della regista è di augurare a Francia e Gran Bretagna un cammino all’insegna dei buoni rapporti, così come all’Europa intera.

(Travaux, on sait quand ça commende...); Regia: Brigitte Roüan; soggetto e sceneggiatura: Brigitte Roüan, Eric Besnard, Philippe Galland e Jean-François Goyet; fotografia: Christophe Pollock; montaggio: Laurent Roüan; musica: Stephen Warbeck; scenografia: Guy Claude Francois; interpreti: Carole Bouquet (Chantal), Jean-Pierre Castaldi (Frankie), Didier Flamand (Thierry), Aldo Maccione (Salvatore), Marcial Di Fonzo Bo (l’architetto), Hugh Grant (il vicino di casa); produzione: Ognon Pictures, Arte France Cinema, Canal +, Millifin, Procirep; distribuzione: Teodora Film; origine: Francia 2005; durata: 95’.

Enregistrer au format PDF