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Tutta colpa della musica

Pubblicato il 10 settembre 2011 da Antonio Valerio Spera


Tutta colpa della musica

Un’ottima fiction italiana. Guardando Tutta colpa della musica la sensazione è quella di trovarsi di fronte a un prodotto televisivo ben confezionato piuttosto che a un’opera cinematografica. La maggior parte degli attori funziona, la storia sulla carta è originale e commovente, i personaggi sono costruiti dignitosamente. Ma il cinema non c’è, il cinema risiede altrove. Se avessimo visto l’ultimo film di Ricky Tognazzi sul piccolo schermo in prima serata, l’avremmo sicuramente apprezzato. Perché di TV si tratta, di buona TV che solo a tratti lascia intravedere germi cinematografici. Già dai primissimi momenti ciò risulta evidente, con i titoli di testa che ricordano più che altro la sigla di una fiction di Canale5, accompagnati subito dopo da una fotografia che nelle prime inquadrature appare immediatamente piatta, troppo omogenea, che si limita ad illuminare senza troppe pretese. E la regia di Tognazzi purtroppo non è da meno. Una volta il buon Ricky dietro la macchina da presa se la cavava, e anche se non ha mai dato il meglio di sé nella regia realizzava film che, a prescindere dai gusti, potevano assolutamente definirsi tali (pensiamo a Ultrà o a Canone inverso). In questa occasione, così come era stato già nei suoi ultimi lavori cinematografici, Tognazzi non riesce a dare ritmo al racconto, lasciandolo procedere per blocchi narrativi distaccati, e non arriva a dare unità alla storia corale. Il regista non azzarda nessun movimento di macchina, non tenta mai una costruzione visiva che travalichi la semplice messa in scena con primi piani e totali, chiude quasi tutta l’azione in interni e delinea come macchietta diverse figure di contorno (vedi gli alpini). E in particolare non spende troppe energie nel trattare le emozioni che mette in campo. L’amore, il dolore, i rimorsi sono descritti con dolcezza e delicatezza ma in modo sbrigativo, senza mai scendere in profondità, senza mai spingersi verso una reale introspezione nei personaggi. Marco Messeri, Stefania Sandrelli, Elena Sofia Ricci e lo stesso Ricky Tognazzi (che in fondo si autoaffida il ruolo di protagonista) ce la mettono tutta a dare un’anima alle figure che interpretano, a tirar fuori i loro sentimenti, a dare verosimiglianza ai loro comportamenti, ma i dialoghi rimangono cartacei, “telefonati” e non riescono a travalicare la superficialità della messa in scena. Solo in alcuni momenti si respira un cinema piacevole, nei dialoghi divertenti ma sottesi di amarezza tra Messeri e Tognazzi.
Tutta colpa della musica è un film coraggioso ed originale negli intenti (realizzare una commedia corale sull’amore over 50 non è consuetudine nel nostro cinema) ma scritto e girato in modo sommario. Al grande pubblico, amante dei buoni sentimenti, forse piacerà. Noi, per apprezzarlo, aspettiamo il passaggio televisivo.


CAST & CREDITS

(Tutta colpa della musica) Regia: Ricky Tognazzi; sceneggiatura: Simona Izzo, Ricky Tognazzi, Leonardo Marini; montaggio: Lorenzo Peluso; fotografia: Fabio Cianchetti; musica: Carlo Siliotto; interpreti: Ricky Tognazzi, Marco Messeri, Elena Sofia Ricci, Stefania Sandrelli, Monica Scattini, Arisa; produzione: Attilio De Razza con Medusa Film; disribuzione: Medusa; durata: 98’.


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