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Un amico molto speciale

Pubblicato il 4 dicembre 2014 da Filippo Baracchi
VOTO:


Un amico molto speciale

Le commedie di Natale hanno da sempre l’obiettivo di unire la famiglia, grandi e piccoli, di fronte alla magia del cinema e delle sue storie piene di sogni ed emozioni.
Un amico molto speciale di Alexandre Coffre (Tutta colpa del vulcano, 2012) parte da questo presupposto per costruire una favola moderna che gioca con i simboli del Natale, offrendo però una riflessione che va oltre il significato della stessa festività.

I protagonisti sono Antoine, un bambino di sette anni orfano di padre (interpretato dall’esordiente e convincente Victor Cabal), e un trentenne squattrinato ladro di appartamenti alto-borghesi (Tahir Rahim, nel 2009 protagonista indimenticabile de Il profeta).
I due si incontrano proprio la notte della Vigilia, quando Antoine, mentre si sta addormentando nella sua cameretta, vede comparire il trentenne con un abito rosso e la folta barba bianca.
Da quel momento il trentenne, suo malgrado, diventa il punto di riferimento del piccolo, il quale, come unico desiderio espresso nella sua letterina, vuole compiere un giro sulla slitta di Babbo Natale per incontrare il padre sulla sua stella.
Ambizioni e disilusioni si incontrano e si scontrano nel loro rapporto, che dura una lunga e intensa notte. La loro vera risorsa sarà la fiducia e il rispetto nell’altro, oltre la reciprocità che una vera amicizia dovrebbe avere.

Un amico molto speciale, prodotto dalla squadra di produttori di Quasi Amici, continua il percorso di commedie interculturali e di integrazione destinate ad un grande pubblico.
Qui l’operazione risulta meno chiara e convincente rispetto al successo di Quasi Amici, pur prendendo spunto da filoni innovativi del genere come il film Babbo Bastardo di Terry Zwigoff (2003).
Se la scelta del contesto (una Parigi della Vigilia credibile e sempre suggestiva) e dei protagonisti (due giovani facce comuni, con recenti passati difficili) è di per sé originale, molto meno risulta lo sviluppo narrativo, visto che molti elementi reali e sociali della vicenda vengono sottintesi, per prediligere lo stereotipo del genere e il macchiettismo di alcuni caratteri.
Un amico molto speciale dimentica in parte la peculiarità formativa di una narrazione come Quasi Amici, e poco importa che quest’ultima sia una vicenda reale quando si tratta di finzione cinematografica.
Se Rahim interpreta il ruolo di un trentenne irresponsabile, è anche vero che rappresenta quel personaggio di una società multiculturale, in cui contraddizioni e conflitti sono ancora oggi ben presenti proprio perché non conosciuta e considerata.
Associare il dramma famigliare del bambino con l’irresponsabilità del trentenne risulta una soluzione narrativa troppo facile, quasi da mainstream americano, che sicuramente riduce l’effetto innovativo e archetipico di quel tipo di narrazioni che considerano invece la diversità come risorsa per raccontare il presente e le difficoltà umane della società contemporanea.


CAST & CREDITS

(Le père Noël); Regia: Alexandre Coffre; sceneggiatura: Rachel Palmieri, Fabrice Carazzo; fotografia: Pierre Cottereau; montaggio: Hervé de Luze; musica: Klus Baldet; interpreti: Tahar Rahim, Victor Cabal, Annelise Hesme, Michaël Abiteboul, Philippe Rebbot, Amélie Glenn; produzione: Quad Productions, M6 Films, Mars Films, Sofica Manon 5; distribuzione: M6 Films; origine: Francia; durata: 81’; webinfo: [http://www.m2pictures.it/#!un-amico...]


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