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Un’avventura

Pubblicato il 15 febbraio 2019 da Lorenzo Fedele
VOTO:


Un'avventura

Sulle note delle intramontabili canzoni scritte dal Lucio Battisti e Mogol, Matteo (Michele Riondino) e Francesca (Laura Chiatti) scoprono l’amore, si perdono, si ritrovano, si rincorrono, ognuno inseguendo il proprio sogno: lei vuole essere una donna libera, lui vuole diventare un musicista. Francesca gira il mondo per cinque anni, mentre Matteo rimane a scrivere canzoni d’amore. Quando Francesca ritorna, porta con sé il vento di cambiamento degli anni ’70, fatto di emancipazione, progressi ed evasione. I due si ritrovano e il loro amore rinasce ma, la loro storia incontrerà cime tempestose da varcare.
Marco Danieli torna con in sala con questo che è il suo quarto film e lo fa nella maniera speciale e per nulla scontata di una commedia d’amore carica di inserti musical, assolutamente rispettabili, che fanno da leitmotiv del pensiero e delle vicende dei nostri protagonisti.
Battisti e Mogol, dunque, continuano a far sognare anche a tanti anni di distanza, diventando la colonna sonora dei dolori, delle emozioni, dei baci, delle videocassette a tutto volume e delle insicurezze di Francesca e Matteo. Sono le loro canzoni a fare da filo rosso alla narrazione. Reggerà fino alla fine questo filo?
Come era già accaduto in Across the Universe con le canzoni dei Beatles, anche qui la musica diventa vera protagonista e, anzi, i due grandi autori sembrano dialogare a distanza con i loro temi e le loro note.

In generale ci pare di poter affermare che tra i due interpreti quello che sembra più a suo agio è Michele Riondino, probabilmente perché, nell’avvicianrsi alla parte, fa tesoro della sua esperienza in una band Rockabilly poco nota.

Un’avventura è una storia di vita, di cuore e false promesse, di vecchie e nuove generazioni che sempre si perdono o ritrovano. È un film che intervalla eccellenti momenti che abbagliano ad altri che fanno sbadigliare. Chi si immedesima prende le botte, come nella vita. Regia e recitazione sono attente a mantenere una patina anni ‘70 che si perde, però, nei bassi musicali troppo techno, nella scena della disco, per gli anni in cui si ambienta la storia.

In realtà nella musica di Mogol e Battisti c’è tutto il materiale per una storia d’amore reale e contraddittoria. Chissà cosa avrebbe detto Battisti del film. Mogol l’ha apprezzato, come del resto ha voluto precisare in conferenza stampa. Ha motivato il suo parere positivo notando come sia stato quasi in grado di "riascoltare" nel film la propria vita e le proprie esperienze di quegli anni.
Laura Chiatti, da parte sua, interpreta una ragazza che vive la sua storia d’amore nell’arco di quindici anni tra falsi addii e ritorni, una ragazza tenace e capace di un’evoluzione importante che la porta a cambiare molto pur rimanendo fedele alla propria personalità come è evidente soprattutto nel simbolico finale che chiude ad anello il destino suo e degli altri.
La sua amica Linda risulta meglio tratteggiata nella canzone omonima Torna Linda come donna che spia, desidera, raggiunge l’amore e scopre d’essere un po’ un mutuo un po’ seconda scelta. Un personaggio drammatico e rassegnato. Una donna un po’ diversa da quella cantata nella versione originale di Mogol che fa pensare ad una protagonista molto più libera.

Un’avventura pesca modelli e riferimenti in tanto cinema più o meno passato, da New York New York (Martin Scorsese, 1977) a Lala Land(Damien Chazelle, 2016).
Luca Tommasini opera con professionalità negli inserti canori di ampio respiro realistico, quasi a far uscire dallo schermo gli istinti dei personaggi. Una giustificazione pragmatica della scena. Molto ben fatta e suggestiva la scena di Non è Francesca con un tango passionale, come un gioco di sguardi tra Riondino e la donna in rosso persa nella foresta delle gambe danzanti. Uno di Noi nella scena del falò che giustifica la coreografia, i balli, il canto e le percussioni corali. Non tralasciamo Balla Linda dal gusto beatlesiano. Più goffa, invece, la coreografia di Acqua Azzurra dove i protagonisti sono completamente fuori tempo. In generale ci pare che Tommassini abbia fatto meglio in Ammore e Malavita.

Quel che più piace del film è il suo essere riuscito ad evitare un pericoloso effetto jukebox facendo sì che gli "stacchetti" musicali non disdegnassero del puro intrattenimento e, perché no, di una certa patina da videoclip. Un valore emotivo in più nella riuscita finale del film.


CAST & CREDITS

(un’Avventura); Regia: Marco Danieli; sceneggiatura: Isabella Aguilar; fotografia: Ferran Paredes Rubio; montaggio: Davide Vizzini; musica: Lucio Battisti; Mogol; interpreti: nomi degli interpreti principali (separati da virgola); produzione: Los Hermanos, Lucky Red con Rai Cinema; distribuzione: Lucky Red; origine: Italia, 2019; durata: 95’


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