X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Un Ponte per Terabithia

Pubblicato il 29 marzo 2007 da Antonio Valerio Spera


Un Ponte per Terabithia

C’è un confine tra realtà e immaginazione, tra vita e sogno? Questo è lo spunto da cui parte Un Ponte per Terabithia, un film che si presenta come un fantasy per ragazzi ma che pian piano acquista l’atmosfera di commedia drammatica sull’adolescenza, la famiglia e l’amicizia.
Tratto dall’omonimo romanzo di Katherine Paterson, la pellicola è prodotta dagli stessi creatori di Le Cronache di Narnia, ma a differenza di quest’ultimo brilla di emozioni e sprigiona in ogni momento magia e incanto. Perché Un Ponte per Terabithia non è un fantasy, ma riesce ad essere ugualmente suggestivo ed avvincente. E’ un film sul divagare della mente, sulla creazione artistica, sulle fantasticherie giovanili.
Il film si avvale di una sceneggiatura capace di alternare sapientemente i momenti della vita reale dei protagonisti a quelli creati dalla loro immaginazione, e di una regia che riesce a dosare le emozioni e a rendere poetico e mai patetico il clima della narrazione con uno stile semplice ed efficace. Gabor Csupo, qui al suo primo lungometraggio dietro la macchina da presa, sceglie di raccontare dei sentimenti e usa le creature del mondo fantastico di Terabithia non come strumenti per attirare gli occhi sbalorditi di possibili piccoli spettatori, ma come tramite per esplorare la psicologia e la fantasia della preadoloscenza.
Al centro della narrazione Jess e Leslie, isolati dai compagni di classe, lui talentuoso disegnatore, lei promettente scrittrice, entrambi capaci di viaggiare con la fantasia. Terabithia è il loro mondo, una terra inventata, abitata da enormi troll, marmotte cattive e cavallette guerriere. Terabithia è il frutto della loro immaginazione, della loro voglia di scappare dalla quotidianità. E’ il loro gioco preferito.
Un Ponte per Terabithia è un film che, nonostante la tragedia del prefinale, lascia il sorriso sul volto, perché fa sognare lo spettatore. Se diverte e appassiona il pubblico più giovane, riesce allo stesso modo ad emozionare e commuovere il pubblico adulto. Nonostante la narrazione prosegua per gran parte in maniera scontata, coinvolge sempre e comunque, perché porta avanti dei valori e riflette, mai superficialmente, su tematiche quali la famiglia, l’amicizia, la scuola.
La scelta degli attori è perfetta. I due giovani protagonisti, Josh Hutcherson e Annasophia Robb, spiccano e impressionano per dolcezza e spontaneità; sono due attori che sicuramente rivedremo presto sullo schermo. A loro si aggiunge l’ottimo Robert Patrick, bravo nell’interpretazione del severo padre di Jess.
Il regista Gabor Csupo vuole colpire al cuore. E ci riesce. Anche grazie al tema ricorrente della colonna sonora che commenta i momenti più poetici. Csupo sviluppa la narrazione senza troppa enfasi, alzando i toni sempre al momento giusto. Il risultato è un film sì già visto e strutturato su stilemi tipici dei film per ragazzi, ma commovente ed emozionante. Una storia per tutti, che apre la mente e spalanca le porte alla libertà di sognare.


CAST & CREDITS

(Bridge to Terabithia) Regia: Gabor Csupo; sceneggiatura: Jeff Stockwell; fotografia: Michael Chapman; montaggio: John Gilbert; musica: Aaron Zigman Nazaryeh; scenografia: Robert Gillies Daman; costumi: Barbara Darragh Escoffier; interpreti: Josh Hutcherson (Jess Aarons), Annasophia Robb (Leslie Burke) , Zooey Deschanel (Ms. Edmunds), Robert Patrick (Jack Aarons); produzione: Hal Lieberman Company, Lauren Levine Productions Inc., Walden Media, Walt Disney Pictures; distribuzione: Moviemax; origine: USA; durata: 94’.


Enregistrer au format PDF