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UNDERWORLD: EVOLUTION

Pubblicato il 12 febbraio 2006 da Andrea Di Lorenzo


UNDERWORLD: EVOLUTION

Secondo capitolo di una saga che non finirà certo qui, Underworld: Evolution continua la storia della bella vampira fuggiasca Selene (Kate Beckinsale), sempre pronta a combattere i cattivi e i traditori (che sembrano rappresentare il 99% della popolazione vampiresca su schermo), al fine di restaurare una pace tra razze che forse non ci sarà mai.

A tre anni dal primo Underworld, ecco che ci viene proposta nuovamente l’ennesima ri-prova di come molti registi attuali, non solo non imparino dai loro sbagli, ma nel contempo continuino a perpetrarli. Len Wiseman, regista di entrambi gli Underworld, ricade in diversi errori che già commise nel 2003 col suo primo film, gonfiando la storia senza dire molto di nuovo ed affidandosi a continui giochi stilistici (i ralenty imperversano) che, oltre a provocare il mal di mare agli spettatori, risultano a tratti noiosi e scontati. La storia si ricollega lì dove l’avevamo lasciata tre anni fa: Selene scopre gli intrighi di palazzo, disvela il segreto dei Lycan (ricordate? I licantropi-proletari nemici dei vampiri-aristocratici), s’innamora del fustacchione mezzo-sangue Michael (Scott Speedman) e sconfigge il cattivo di turno. Fine. Ma nessuno è felice e contento. Anzi, sembra che le cose peggiorino. In questo nuovo capitolo, Marcus, il primo figlio del capostipite della razza dei vampiri, vuole risvegliare suo fratello William, padre di tutti i Lycan, imprigionato in una rocca sul picco di una montagna, al fine di sterminare i suoi nemici e governare il mondo come un dio. Selene dovrà impedirglielo, anche perchè è a sua volta invisa al bruttissimo Marcus. Tra mascelle strappate a mani nude, ricordi dei bei tempi andati, scene di sesso inutili e tanto di quel sangue da poter ritinteggiare la nave di Alexander Corvinus da cima a fondo, Selene e Michael rimarranno gli unici superstiti di due stirpi che oramai, tra esperimenti, incroci e mattanze varie, hanno perso la loro purezza e potenza.

Come del resto fu per il primo Underworld, le buone intuizioni sembrano dover soccombere inesplicabilmente e continuamente alle cattive idee, seppur questa volta in maniera minore: come è buona tradizione per questi film di (nuovo) genere, il sequel è quasi sempre meglio dell’originale, forse perchè questa volta i Lycan vengono lasciati in secondo piano a favore dei sempiterni vampiri o forse perchè in tre anni la CG si è evoluta ulteriormente. Se così fosse, speriamo che nei prossimi anni migliori ulteriormente, in tal modo, forse, il terzo ed inevitabile capitolo della saga, potrà rivelarsi migliore dei suoi predecessori.

(Underworld: Evolution) Regia: Len Wiseman; soggetto: Kevin Grevioux; sceneggiatura: Danny McBride, Len Wiseman; fotografia: Simon Duggan; montaggio: Nicolas De Toth; musica: Marco Beltrami; scenografia: Lin MacDonald; costumi: Wendy Partridge; interpreti: Kate Beckinsale (Selene), Scott Speedman (Michael Corvin), Tony Curran (Marcus), Derek Jacobi (Corvinus), Steven Mackintosh (Tanis); produzione: Lakeshore Entertainment, Screen Gems Inc.; distribuzione: Sony Picture releasing; origine: USA, 2006; durata: 106’; web info: Underworld: Evolution.

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