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Vacanze di Natale a Cortina

Pubblicato il 25 dicembre 2011 da Antonio Valerio Spera
VOTO:


Vacanze di Natale a Cortina

Il cinepanettone torna a Cortina d’Ampezzo, lì dove tutto ebbe inizio nell’ormai lontano 1983 con Jerry Calà cantante di pianobar donnaiolo, le nevrosi della benestante famiglia Covelli, la romanità verace e popolare di Claudio Amendola e Mario Brega in trasferta sulle dolomiti dei vip. E il ritorno sul “luogo del delitto” non è casuale. Dopo il punto più basso toccato dai film natalizi di De Laurentiis, rappresentato dall’inconsistente e sciatto Natale in Sudafrica della scorsa stagione, il produttore è corso ai ripari: si è affidato alla penna felice dei fratelli Vanzina, che non scrivevano un cinepanettone dal 1999 e che si sono proposti loro stessi per dare nuova linfa al filone, e ha puntato su un cast di attori e non di macchiette o comici buttati lì solo per richiamare pubblico. Il risultato è un film dal sapore diverso rispetto ai cinepanettoni degli ultimi anni, un sapore tanto nuovo per quanto vintage e revival. Il tocco di Carlo ed Enrico Vanzina è evidente, lampante, dominante, anche molto anni ’80, e pervade tutto il racconto: non più farsa dai continui momenti slapstick, non più gag a ripetizione, volgarità, comicità forzata, risata ricercata con troppa insistenza. Vacanze di Natale a Cortina fa riprendere al filone natalizio il suo status di commedia di costume, senza pretese autoriali, ricca di luoghi comuni, a volte con battute telefonate, equivoci e situazioni reiterate, ma sempre ancorata alla realtà, costantemente tesa ad ergersi specchio (parziale e forse semplicistico) della società italiana. Per cui, se negli ultimi dieci anni, i film del filone erano abitati e mossi solo da figure emblematiche di un atteggiamento, di un comportamento, di un’attitudine mentale o sentimentale (il traditore, il remissivo, il padre possessivo, la donna frivola, l’idiota ecc. ecc.), immesse, il più delle volte per caso, in una situazione vacanziera quasi surreale, quest’ultima pellicola presenta invece personaggi rappresentanti uno stato e una condizione sociale (il giornalaio che si “arrabatta” per fare una bella vacanza, il ricco avvocato che ha problemi in famiglia, il raccomandato ecc. ecc.) e riporta il racconto all’interno di un’”italianità” reale, vera, seppur portata sullo schermo in modo disincantato e con risvolti da bella favola a lieto fine. Insomma, Vacanze di Natale a Cortina immette nel cinepanettone un elemento che mancava al filone da troppi anni: la satira. Una satira che non risparmia nessuno, che prende di mira i vizi di tutti gli italiani, di tutte le classi sociali, giocando allegramente (ma anche con un pizzico di sotteso cinismo e amarezza) con la schiavitù del popolo al nuovo divismo televisivo, con l’anima “berlusconiana” del paese (rappresentata prevalentemente dal personaggio interpretato da Ivano Marescotti), con la crisi economica. Una satira, leggera e spensierata, supportata tra l’altro da attori convincenti come Ricky Memphis e Dario Bandiera, capeggiati da un Christian De Sica capace di molte sfumature e mai così mattatore.
Chi ama il genere ritroverà in questo film l’anima del primo Vacanze di Natale (tra l’altro citato esplicitamente nella colonna sonora) e si divertirà molto. Chi invece non ha mai amato il cinepanettone…bè, sicuramente non andrà a vederlo e, probabilmente, neanche leggerà questa recensione.


CAST & CREDITS

(Vacanze di Natale a Cortina) Regia: Neri Parenti; sceneggiatura: Neri Parenti, Carlo Vanzina, Enrico Vanzina; fotografia: Tani Canevari; montaggio: Luca Montanari; interpreti: Christian De Sica, Sabrina Ferilli, Ivano Marescotti, Dario Bandiera, Katia Follesa, Valeria Graci, Ricky Memphis, Giuseppe Giacobazzi; produzione: Filmauro; distribuzione: Filmauro; durata: 113’.


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