Valiant

C’è un sentimento di malinconica e struggente tenerezza che attraversa come un brivido inusuale il clima da commedia pedagogica per famiglie questo ennesimo prodotto dell’animazione in 3-D, che, pur essendo di origine britannica, vanta tra i suoi realizzatori gli stessi creatori della saga di Shrek. In effetti il marchio di fabbrica di un certo tipo di scuola che ha fatto della computer graphic la nuova frontiera della rappresentazione di un immaginario infantile contaminato da elementi di una modernità più adulta e da un umorismo citazionista più sferzante e caustico,rispetto alla tradizione del cartone animato disneyano bidimensionale(ma ormai da tempo anche il colosso dell’industria dei cartoni si è convertita alla più remunerativa grafica computerizzata tridimensionale). Da questo punto di vista Valiant appare come una sorta di ibrido tra la necessità di veicolare messaggi e valori attraverso la struttura del racconto di formazione e un atteggiamento dissacrante ed ironico verso la stessa materia trattata.La storia è quella di un piccione inglese,Valiant appunto,che durante la seconda guerra mondiale,viene reclutato tra i “Piccioni Viaggiatori al servizio di sua Maestà” con il compito di sorvolare la manica per recapitare importanti informazioni agli alleati,il tutto facendo attenzione alle pericolose squadre dei falchi addestrati dai tedeschi per sabotare le operazioni del nostro piccolo eroe.Ovviamente il percorso di Valiant è costruito in modo tale che ogni spettatore bambino o comunque con la volontà di ridestare per quell’oretta e mezza il proprio lato infantilmente sano possa identificarsi con facilità in un processo psicologico che spazia dall’iniziale goffaggine e presunta incapacità alla conclusiva e catartica dimostrazione del motto guida del protagonista,ovvero che “Non è certo la grandezza dell’apertura alare che conta!Ma quella del tuo fegato!”.Da questo punto di vista allo spettatore adulto viene assolutamente chiesta una sospensione del principio di incredulità rivolto non tanto nei confronti della vicenda,peraltro storicamente documentata, dei piccioni viaggiatori,quanto verso una morale così ovvia ed elementare che a volte chiude,mette alle corde,imprigiona il volo dell’immaginazione ad un livello basso,monotono,ripetitivo,sacrificando alla dimostrazione della tesi per cui anche i piccoli riescono in grandi imprese,qualche apertura alare rivolta più verso il territorio remoto e seducente della poesia dell’immagine animata o della profondità che non tanto la tecnica tridimensionale,quanto l’azzardo di una scrittura in grado di sfondare una quarta dimensione riesce a toccare,restituendo uno spazio di pura,giocosa libertà allo spirito infantile,senza volerlo per forza educare o istruire. La kermesse dei convenzionali personaggi di contorno-dall’amico del cuore in grado di “ruttare” l’alfabeto,al piccione più colto e snob a fargli da contraltare,fino all’inflessibile e duro sergente addestratore,stanca parodia di tanto cinema militaresco in carne ed ossa-non distrae mai dall’idea guida e alla fine lo stesso apparato visivo,che risulta gradevole e ben fatto all’occhio di qualsiasi età,porta sul pericoloso precipizio dell’assuefazione alla visione,spezzando la sottile ambiguità delle favole dinsneyane, dove i persoanaggi,moralisticamente divisi in buoni e cattivi, riuscivano ad evocare una dimensione alternativa,più epica,più magica,più imprevedibile.L’unico pensiero che permette di cogliere quel brivido di malinconica e struggente tenerezza sta nella riflessione sul destino autentico di quei poveri piccioni costretti al scrificio dalla follia guerrafondaia degli uomini e poi a questa posticcia celebrazione.Come se l’avessero chiesto loro.
Regia: Gary Chapman; Sceneggiatura: Jordan Katz,George Webster,George Melrod; Musica:George Fenton; Personaggi e voci originali: Valiant(Ewan McGregor),Von Talon(Tim Curry),Lofty(Pip Torrens),Bugsy(Ricky Gervais), Mercury(John Cleese,Felix(John Hurt),Rollo(Buckley Collum) Produzione: John H.Williams,Curtis Augspurger,Eric M.Bennet,Buckley Collum; Distribuzione: Medusafilm; Origine: Gran Bretagna,2005
