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Venezia 67 - Il primo incarico - Controcampo italiano

Pubblicato il 11 settembre 2010 da Sila Berruti


Venezia 67 - Il primo incarico - Controcampo italiano

Il primo incarico, film d’esordio di Giorgia Cecere, non è un’opera perfetta. La storia di una giovane donna pugliese che negl’anni 50 lotta per affermare se stessa in un mondo ancora eccessivamente maschilista, sfidando il comune perbenismo e la propria stessa natura, non brilla per recitazione e presenta qualche ingenuità nella sceneggiatura. Eppure si sente, soprattutto nei silenzi, il sapore delle prime opere di Ermano Olmi, il gusto per le storie esili che non parlano di fatti ma di sentimenti, di crescita, di cammino e di strade che si percorrono non sempre, hollywoodianamente, verso il successo o la sconfitta. Sentieri che non prevedono una sola direzione, dunque, ma concedono la possibilità di tornare indietro, scoprire cosa abbiamo lasciato per poi desiderare di abbandonarlo nuovamente. Storie di uomini e donne comuni, fragili, imperfetti e, per questo, poco cinematografici, Il film risente, in senso positivo della formazione della regista che ha studiato con Gianni Amelio, Ermanno Olmi e Edoardo Winspeare.
Nena è una donna coraggiosa che lascia la casa natale e un fidanzato borghese per andare ad insegnare in una piccola scuola di campagna. La consapevolezza di sentirsi speciale e l’amore del suo uomo, la spingono ad andare avanti. Quando le cose cambiano, sola e abbandonata, trova il coraggio di lottare, comunque, contro gli eventi, che la stravolgono e travolgono fino a trovare forse, il suo spazio nel mondo. Si potrebbe discutere molto su questa parabola mancata, su questa ascesa e discesa continua e sul valore di alcune scelte. Ma non è questo il punto di forza dell’opera. Cecere unisce il sapore grezzo del cinema Olmiamo a quello barocco di Winspeare e alla la delicatezza di Amico; ma, pur facendo sua la lezione dei maestri, riesce aggiungere un tocco diverso. Solo in alcuni, piccoli frammenti, la pellicola ha la forza di volare alto trovando il giusto equilibrio tra presente e passato. Brevi sequenze che lasciano però intravedere un altissimo potenziale e un gusto per il cinema, ormai quasi estinto. Il primo incarico non è un’opera facile, un film non omogeneo che alterna momenti di iperrealismo e attimi del tutto straniati e brechtiani; inquadrature fotograficamente curatissime ad altre che farebbero pensare a sciatta trascuratezza. Eppure commuove, sorprende persino in alcuni attimi e, soprattutto, incuriosisce. Riesce a compiere piccoli favolosi voli, per poi cadere nuovamente, forse sotto il peso delle difficoltà tecniche e le ristretezze economiche.
Se avrà il coraggio di emergere al di sopra della lezioni appresa con grande intelligenza lasciando esplodere il potenziale che ci ha solo lasciato scorgere, Giorgia Cecere ha davanti a sé una brillante carriera.


CAST & CREDITS

(Il primo incarico). Regia: Giorgia Cecere; sceneggiatura: Giorgia Cecere, Yang Li Xiang, Pierpaolo Pirone; fotografia: Gianni Troilo; montaggio: Annalisa Forgione; musiche: Donatello Pisanellointerpreti: Isabella Ragonese, Francesco Chiarello, Alberto Boll, Miriana Protopapa, Rita Schirinzi, Bianca Maria Stea Lindholm, Vigea Bechis Boll, Antonio Fumarola, Antonia Cecere; produzione: BIANCAFILM in collaborazione con RAI CINEMA; origine: Italia 2010; durata: 90’


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