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Good Kill

Pubblicato il 25 febbraio 2016 da Filippo Baracchi
VOTO:


Good Kill

Dopo le prove interessanti di Gattaca, di S1m0ne e l’ultimo non convincente The Host, Andrew Nicoll ritorna ad un dramma che riprende il filone delle pellicole ispirate agli avvenimenti della guerra in Afghanistan e Medio Oriente, successive all’attacco alle Torre Gemelle.

Good Kill infatti si ispira alla storia del Maggiore Thomas Egan, interpretato da Ethan Hawke, svoltasi nel periodo 2001-2011.
L’idea di fondo della pellicola è una riflessione sul cambiamento di strategia del governo americano nei conflitti terroristici: alcuni corpi, come quello dell’aviazione, non operano più direttamente sul territorio, ma attraverso droni comandati a migliaia chilometri dagli stessi piloti. 
Il Maggiore Egan è infatti un aviatore, che lavora nella base di Las Vegas. Soffre profondamente la crude virtualità del suo lavoro e si interroga se questa strategia preventiva da parte dell’esercito non porti ad aumentare le dimensioni del conflitto con i Talebani. Il disagio lavorativo ed esistenziale del Maggior si riflette nel rapporto con la moglie Molly, interpretata da un’affascinante January Jones, mettendo in dubbio più volte la loro relazione e le loro dinamiche famigliari.

Good Kill, che riprende il messaggio "bel colpo" dopo l’uccisione dell’avversario, è una pellicola che non decolla per vari motivi: una sceneggiatura ingessata, che sembra più interessata a raccontare il contenuto delle vicenda, tralasciando qualsiasi elemento soggettivo non stereotipato del personaggio, utile per l’immedesimazione del pubblico. La regia risulta più volte disorientata e incapace, stranamente, di quel ritmo riscontrato in film come Gattaca: non bastano infatti delle inquadrature storte e prospetticamente perfette per trasmettere l’alienazione del personaggio. Infine si palesa l’interpretazione monocorde del protagonista Ethan Hawke, incapace di un qualsiasi guizzo creativo e costruttivo, per elevare una sceneggiatura che proprio sul suo personaggio è ancora troppo debole e piatta.

Peccato perché c’erano tutti i presupposti per costruire una storia non convenzionale sul conflitto terroristico e l’imperialismo internazionale americano ed offrire una riflessione più completa sulle guerre ancora in atto.
Purtroppo una realizzazione debole ha neutralizzato il potenziale dell’idea, creando un film finito già all’inizio e che non riesce ad andare oltre il presupposto iniziale.


CAST & CREDITS

(Good Kill); Regia: Andrew Nicoll; sceneggiatura: Andrew Nicoll; fotografia: Amir Mokri; montaggio: Zach Staenberg; musica: Thomas S. Drescher, Leo Birenberg; interpreti: Ethan Hawke, January Jones, Bruce Greenwood, Zoë Kravitz, Jake Abel; produzione: Voltage Pictures, Dune Films, Sobini Films; origine: Stati Uniti, 2014; durata: 100’;


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