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Verona e il cinema. Serata di apertura del festival



Verona e il cinema. Serata di apertura del festival

Verona 26 Aprlile 2007.
Eccoci arrivati all’undicesima edizione del festival cinematografico Schermi d’amore. Quest’anno la città veneta sembra essersi accorta di avere un premio cinematografico di buon livello e finalmente si vedono le prime vetrine a tema lungo Via Mazzini, celebre percorso pedonale dello shopping nel centro scaligero. Se da un lato il comune sembra essere stato molto generoso nel sostenere le spese del premio e nel coinvolgere la cittadinanza, dall’altro sembra impotente di fronte alla tragica estinzione delle sale cinematografiche cittadine. A Verona, infatti, stanno chiudendo tutti i cinema del centro: unico superstite, ancora per poco, il cinema Marconi. Complici di questa razzia le due multisala costruite di recente nella periferia veronese.
E i film di Schermi d’amore dove si proiettano? Naturalmente il caro vecchio teatro si sacrifica per il più giovane cinematografo e le proiezioni si fanno al Teatro Filarmonico. La festa di apertura, anzi, la ’festicciola’ di apertura, si è svolta alle ore 19.00 di giovedì pomeriggio nella sala superiore della Gran Guardia (che fino a qualche mese fa ha ospitato la mostra evento di gran successo su Mantegna), per pochi fortunati.
Qualche giornalista della stampa locale, gli organizzatori del premio, i direttori e ovviamente i rappresentanti degli sponsor, hanno avuto il piacere di mangiare al fianco della splendida madrina del premio Laura Chiatti. Bella e genuina, l’attrice concedeva foto e mangiava qualche tartina prima dell’immancabile pausa sigaretta con le amiche dell’ufficio stampa. Poi tutti alla proiezione alle 21.00 del Filarmonico. Sul palco c’erano il vice sindaco, assessore alla cultura, Maurizio Pedrazza Gorlero che metteva fiero, all’occhiello della giacca, la spilla a forma di rosa simbolo dell’evento, e Angelo Tavaro in rappresentanza della regione Veneto. Laura Chiatti invece è stata omaggiata con un mazzo di ’ben’ cinque rose rosse e di un forte applauso del pubblico di una sala tutta esaurita.
I due organizzatori Paolo Romano e Giancarlo Beltrame hanno raccontato alcuni retroscena del premio e hanno introdotto i due metraggi della serata entrambi fuori concorso. Il primo, un cortometraggio di sei minuti di un giovane regista turco dal titolo Mia madre insegna cinema, introdotto come fosse un capolavoro (?).
Il secondo, un film della regista spagnola Ines Paris che parla del suo lavoro e si mostra fiera di aver presentato la prima italiana del suo Miguel & William proprio a Verona. Una sorta di intreccio tra Cervantes e di Shakespeare, raccontato attraverso gli occhi di una fanciulla che gradiva sia l’uno che l’altro scrittore. Non c’è da stupirsi se il film più importante della regista si intitola A mia madre piacciono le donne.
L’organizzazione del festival sta crescendo di qualità, come il buon vino di questa terra, che anno dopo anno aumenta in corposità. Quest’anno Tinto Brass ed Edwige Fenech daranno un buon contributo. Il cinema a Verona si sta facendo largo e si spera che cessi la tendenza a voler chiudere le sale, magari per costruirne di nuove e sempre più all’avanguardia per riacquisire l’interesse dei più giovani. Grazie poi ai coraggiosi pionieri del cinema scaligero come i creatori di Veronaset, che si battono per la creazione di una Filmcommission a Verona, ciò che ci si augura è di vedere al più presto delle buone produzioni nella cornice di una terra stupenda che merita tutta la poesia che contiene il cinema.


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