Wallace e Gromit e La Maledizione del Coniglio Mannaro

Non senza una buona dose di felicità annunciamo l’uscita del primo lungometraggio animato di una coppia di piccoli eroi popolari che rispondono ai nomi di Wallace e Gromit. Poco conosciuti in Italia, i due sono delle vere e proprie star in Inghilterra, loro paese d’origine, ed in America, così come in molte altre nazioni. La coppia, rispettivamente un geniale inventore formaggiofilo che agisce prima di pensare (Wallace) ed un cane semi-antropomorfo (Gromit cammina su due zampe, guida la macchina, prepara la colazione ma non parla) molto più espressivo di molti attori che campeggiano sul grande schermo, è diretta dai registi Nick Park e Steve Box. La paternità del duo è però totalmente del primo. Nati infatti come tesi di laurea dello studente Park alla National Film and Television School di Londra nel mediometraggio A Grand Day Out (Una fantastica gita, 1989), Wallace e Gromit hanno poi avuto modo di ripetersi in altri due mediometraggi (The Wrong trousers, I Pantaloni sbagliati, 1993, e A Close Shave, Una tosatura perfetta, 1995) ed in una piccola serie di Cracking Contraptions (piccoli episodi di pochi minuti), raggiungendo una versione lunga solo oggi, a 17 anni dalla loro prima apparizione. La stessa cosa non vale per il regista inglese: infatti Park, sempre per la medesima casa di produzione, la Aardman, con cui collabora dai suoi inizi, diresse nel 2000 , in tandem con Peter Lord, quel fortunatissimo pollo-metraggio plastilinoso che fu Galline in fuga (Chicken Run) e da cui non poco ha imparato.
La storia di quest’ultima avventura di Wallace e Gromit si svolge nel consueto quartiere (che potrebbe trovarsi a Londra come e a Bristol, ma comunque sempre in Inghilterra) dove i due risiedono e dove, da 500 anni a questa parte, si svolge annualmente la Fiera dell’Ortaggio Gigante, vero e proprio evento campale per la misera popolazione di questo sobborgo urbano. Quest’anno però, una tremenda infestazione di allegri coniglietti trita-verdure rischia di causare non pochi problemi ai concorrenti, che in massa si rivolgono all’Anti-Pesto, società formata da Wallace e Gromit, tesa proprio a fermare i temuti attentatori degli orti locali. Wallace ancora una volta si dimostra lavoratore stagionale, essendo questo il suo terzo impiego in quattro episodi, da disoccupato a lava-vetri ad affitta-camere sino all’odierno anti-coniglio. A causa della sua indole pacifica, Wallace non si sbarazza trucemente dei conigli catturati, preferisce tenerli ingabbiati (ma non troppo) nel suo scantinato; sarà questa la causa che porterà Lady Campanula Tottington, amante dei conigli ma nel contempo organizzatrice della Fiera, a chiamare l’Anti-Pesto per eliminare una masnada di palle di pelo ruminanti che le infestano il giardino. E’ così che Wallace incontra il suo nuovo amore, così simile a lui ma nel contempo anche distante anni luce dal suo stile di vita (è l’ultima discendente della nobile famiglia Tottington, nel cui castello si tiene la Fiera dell’Ortaggio Gigante). Il nostro buon inventore non è però l’unico pretendente alla mano di Lady Tottington, la quale deve strenuamente difendersi dalla corte viscida di Lord Victor Quartermaine, interessato ai soldi della roscia aristocratica piuttosto che al suo cuore. Il già non idilliaco quadretto di periferia peggiora quando, dopo un esperimento non proprio riuscito di Wallace, appare in città il tremendo Coniglio Mannaro. Sarà principalmente compito di Gromit fermare la carneficina di ortaggi che si è avviata con l’avvento del terribile mostro, così come sarà compito suo salvare Wallace dalle mire dei cittadini inferociti e da un Lord Quartermaine in versione safari. Ci riuscirà? A voi il piacere di scoprirlo.
La sfida di questo film non era facile: passare dal dorato mondo del corto-medio-metraggio per metter piede nel cannibale universo lungo-metrante è stato un lavoro lungo ed estenuante (durato 5 anni!) per Nick Park. Grazie anche ad una forte referenzialità ai suoi precedenti lavori aventi Wallace e Gromit come personaggi principali, possiamo sentenziare che Park ha vinto questa sfida. Il film ha ritmo, diverte e può diventare una chicca imperdibile per gli appassionati di cinema, anche i più bigotti. Come già detto prima, Park studia cinema al National Film and Television School di Londra. Questo suo background cinematografico lo ha aiutato non poco nella realizzazione del film, che in ogni sua inquadratura dà come l’impressione del già visto citativo, però in meglio. Un coniglio Mannaro stile King Kong, una battaglia aerea tra due cani nella migliore tradizione dei film di guerra, un viscido avventuriero che non vale nemmeno un quarto di quello a cui deve il suo nome (del resto anche il cognonome, Quartermaine, lo afferma...) e molto altro ancora.
La Maledizione del Coniglio Mannaro nominato per gli Academy Awards 2006 nella categoria Lungometraggio Animato, dovrà vedersela con due grandi personalità del mondo dell’animazione: una emergente, Tim Burton, in concorso con la sua Sposa Cadavere e l’altra, ormai affermata, ovvero Hayao Miyazaki, che concorre con Il Castello errante di Howl. Una sfida avvincente, incerta sino all’ultimo, in quanto tutti e tre i concorrenti hanno pari opportunità di vittoria, anche se forse Mr Burton è leggermente in vantaggio (diciamo un 34% di possibilità di vittoria contro il 33% dei suoi avversari) per accaparrarsi l’ambita statuetta. Statuetta che in ogni modo già campeggia sugli scaffali degli studios della Aardman, per l’esattezza nell’ufficio di Nick Park. Anzi, se si vuole essere ancora più precisi, le statuette in questione sono tre, vinte dal regista nel 1991 per Creatures Comforts, (ma era nominato anche Una fantastica gita), nel 1994 per I pantaloni sbagliati e nel 1996 per una Tosatura accurata. Tutti e tre per la categoria Miglior Corto Animato. Non ci resta altro che attendere, ma di certo pensiamo una cosa: se per quest’anno ci dovesse essere un clamoroso ex-aequo nessuno la prenderebbe male. Anzi, rimarrebbe un risultato importante nella storia degli Academy e del cinema, ad ulteriore conferma che l’animazione sta passando un periodo fantastico, segnato da personaggi che ci allieteranno con le loro opere per molti anni ancora. Speriamo.
Conferenza stampa di La maledizione del coniglio mannaro
(Wallace & Gromit - The Curse of the Were-Rabbit) Regia: Nick Park, Steve Box; soggetto: Nick Park; sceneggiatura: Nick Park, Steve Box, Bob Baker, Mark Burton; fotografia: Tristan Oliver, Dave Alex Riddet; montaggio: David McCormick, Gregory Perler; musica: Julian Nott; scenografia: Lorna Cashmore; interpreti: Peter Sallis (Wallace/Hutch), Ralph Fiennes (Lord Victor Quartermaine), Helena Bonham Carter (Lady Campanula Tottington); produzione: Peter Lord, David Sproxton, Nick Park, Claire Jennings, Carla Shelley; distribuzione: UIP; origine: Inghilterra; durata: 85’; web info: Wallace & Gromit.
