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Warrior

Pubblicato il 9 novembre 2011 da Lorenzo Vincenti
VOTO:


Warrior

A tre anni di distanza dal successo di Pride and glory, intrigante poliziesco con la coppia di attori Norton-Farrell, torna dietro la macchina da presa il brillante regista Gavin O’Connor. A sua disposizione questa volta una storia drammatica, ambientata nel mondo della MMA (mixed martial arts), che vede coinvolti un padre ex-alcolizzato e due figli di ritorno al mondo del combattimento dopo un periodo di lontananza, in un triangolo familiare classico dal sapore antico ma dall’impatto sicuro. Tommy, dopo molti anni, torna nella sua città per partecipare a Sparta, il più grande torneo di arti marziali miste mai organizzato nella storia. Il suo intento è quello di vincere la borsa di 5 milioni e donarla alla famiglia del suo migliore amico e commilitone morto al suo fianco durante uno scontro a fuoco in Iraq. Per riuscire nell’intento Tommy decide di affidarsi ai metodi di allenamento del suo vecchio padre, da lui odiato per averlo abbandonato da piccolo e verso il quale continua a nutrire un risentimento insanabile. Parallelamente anche il fratello maggiore di Tommy, il professore Brendan, decide suo malgrado di iscriversi al torneo per riuscire a trovare i soldi necessari al mantenimento della propria famiglia e alla copertura del mutuo abitativo. Anche tra fratelli il rapporto è ormai logoro, dopo la rottura che li ha separati in età giovanile e che li ha tenuti distanti per tutta la vita. Ma il destino vuole ora che le cose si risolvano e visto che le parole non sembrano bastare, sarà il quadrato del ring a risolverle al posto loro. Warrior non è un film di grande innovazione drammaturgica e narrativa. Lo schema adottato riporta alle storie della mitologia antica, adoperate da O’Connor come spunto di partenza per creare un sostrato di drammaticità consistente sul quale innestare poi un contesto di modernità avvincente. La presenza di uno sport affascinante e sconosciuto come la MMA contribuisce infatti a rendere vicina ai nostri giorni una storia che affonda le sue radici cinematografiche nella saga di Rocky o nell’indimenticato Over the top. Ma oltre all’agonismo sportivo utilizzato come metafora della risoluzione di problemi e di riscatto nei confronti della vita, O’Connor infarcisce la sua creatura di altri elementi di interesse che arricchiscono lo script e lo radicano all’attualità. Si sfrutta ad esempio la guerra in Iraq o si percepisce vagamente il crescente stato di crisi economica vissuto dal paese, per accentuare il carattere drammatico della storyline e soprattutto per enfatizzare, in maniera sin troppo esagerata, la vena retorica di un film costruito appositamente per catturare lo spettatore attraverso la facilità dei sentimenti e la partecipazione incondizionata all’epopea dei personaggi. La classicità dell’approccio di O’Connor maschera per lunghi tratti l’eloquenza sentimentale di Warrior e i suoi evidenti difetti di pomposità. Il suo stile rigoroso e impeccabile non eccede mai oltre gli schemi del film hollywoodiano classico e la costruzione esemplare di alcune scene madri dall’intensità inarrivabile, riscatta la ripetitività della sceneggiatura e la sua obbligata magniloquenza. Straordinari in questo lavoro di camuffamento anche gli attori, capaci di convogliare su di loro l’attenzione del pubblico e trasportarlo così all’interno di un triangolo conflittuale in subbuglio. Il climax emotivo che si estende dall’inizio del film sino all’epilogo mitico vive sulle performance attoriali di un trio meraviglioso in cui spicca il veterano Nolte, a suo agio nel ruolo del vecchio ubriacone redento, e nel quale emerge comunque lo straordinario talento delle nascenti star Tom Hardy e Joel Edgerton. Istintivi e ispirati nella rappresentazione di una coppia di fratelli travolti dagli eventi e in profonda crisi esistenziale. Un grande cast per un film purtroppo già visto, la cui classicità certamente saprà intrattenere la platea ma del quale non rimarrà alcuna traccia evidente nella storia del cinema.


FOTOGALLERY


CAST & CREDITS

(Warrior) Regia: Gavin O’Connor; sceneggiatura: Gavin O’Connor, Anthony Tambakis, Cliff Dorfman; fotografia: Masanobu Takayanagi; montaggio: John Gilroy, Sean Albertson, Matt Chessé, Aaron Marshall; musiche: Mark Isham; scenografia: Dan Leigh; costumi: Abigail Murray; interpreti: Tom Hardy (Tommy Conlon), Joel Edgerton (Brendan Conlon), Nick Nolte (Paddy Conlon), Jennifer Morrison (Tess Conlon); produzione: Lionsgate, Mimran Schur Pictures; distribuzione: M2 Pictures; origine: USA; durata: 139’.


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