Winx club - Il segreto del regno perduto

La sala Santa Cecilia dell’Auditorium, durante la Festa del Cinema di Roma, non era mai stata così piena, ed anche attorno al tappeto rosso, turbini di bambine accompagnate dai genitori affollavano ogni spazio libero. Erano centinaia ed avevano un unico scopo: vedere l’anteprima del film delle Winx, l’evento speciale che più successo ha riscosso durante questa seconda edizione della Festa. I genitori le accompagnavano incerti: per loro le Winx non erano altro che delle pupazze animate, ma, come diceva Scrappy Doo, "Potere ai piccoli!" e via di seguito ai pargoli.
Dietro il successo di questo evento ci sono loro, o meglio, lui: Iginio Straffi, deus ex machina (regista, produttore, creatore dei personaggi e altro) di un progetto totalmente made in Italy, sviluppato dalla Rainbow CGI, che in pochi anni ha ottenuto riscontri economici impressionanti in tutto il mondo. Un successo italiano che vede protagoniste sei fate, le Winx, che dopo numerose avventure televisive in 2D, hanno ora l’onore di approdare sui grandi schermi d’Italia (e non solo) in una versione 3D. L’attesa è grande per le piccole fan di Bloom, Altea, Stella, Musa, Tecna e Flora, ma i rischi di un flop sembrano essere minimi per Straffi & Co.
La storia verte attorno a Bloom, regina di un mondo lontano chiamato Domino che, alla sua nascita, venne distrutto da tre streghe nere e cattive. I suoi genitori morirono nell’ultima battaglia campale con le nere vecchiacce, nell’estremo tentativo di mettere in salvo il loro mondo e la loro figlia più piccola. Solo il secondo intento andò a buon fine e Bloom fu inviata sulla terra. Cresciuta e divenuta una fata protettrice, partirà alla ricerca dei suoi genitori che, forse, non sono poi così "defunti". Ovviamente con lei ci saranno le amiche di sempre del Winx Club.
Di per sé, parlare dell’aspetto tecnico e drammaturgico di questo lungometraggio non sembra avere molto senso: considerata la povertà di entrambi, il target a cui il film è destinato (bambine dai 4 ai 12 anni) e citando anche una frase di Straffi ("Grazie anche ai nostri addetti del merchandising.") ci sorge il dubbio che tutto questo progetto di portare le Winx in 3D non sia altro che un mero sfruttamento commerciale ulteriore di una vera gallina dalle uova d’oro. L’impressione è che il principale motivo per cui questo film è stato realizzato sia il guadagno: la regia è quantomeno arrabbattata, il character design povero come le texture usate, la storia logora ed abusata ed i movimenti dei personaggi sin troppo melliflui ed esagerati. Non proprio un biglietto da visita di primo livello e, del resto, non ci aspettavamo che la Rainbow competesse con la Pixar o la Dreamworks: non sia mai! L’attesa era più per un tentativo di ripresa dell’animazione italiana, un refolo di novità, di speranza, mescolata (perchè no?) anche ad un ritorno economico: Ratatouille è un grande film d’animazione che miete milioni ai box office. Sarebbe troppo pensare che anche l’Italia possa avere qualche ritorno (anche d’immagine) sfruttando l’esito di una realtà nostrana? Evidentemente si trattava di pure chimere. Il doversi legare a personaggi e situazioni preesistenti e di successo (seppure in un contesto seriale e bidimensionale) assieme al fatto che i destinatari di questo prodotto siano fanciulline (non ce ne vogliano i genitori) pronte a seguire qualsiasi nuova avventura delle loro beniamine, smuovendo mari monti e genitori, purchè ci si attenga al conosciuto, al già visto, impediscono certo una possibilità d’innovazione. Ma allora perchè minarne anche la qualità? Possibile che il massimo che si riesca a fare sia una copia sbiadita del DVD di Barbie Raperonzolo venduto in allegato con le Barbie? Rimaniamo interdetti...
Certo, però, alla Rainbow non si possono solo indirizzare critiche negative: nel bene o nel male, le Winx sono una realtà che spopola nel nostro paese quanto all’estero e, se qualcuno avesse avuto dei dubbi a riguardo, la folla di centinaia di bambine presenti nella Sala Santa Cecilia per questa anteprima, avrebbe fugato ogni dubbio: urlanti, esagitate, Winx-griffate e persino in preda a pianti isterici, si assiepavano attorno alle ragazze mascherate da Winx (probabilmente le attrici del musical teatrale) che, di fronte ai fotografi, si esibivano in una performance canoro-danzante. Un impatto che, però, non si è ripetuto per l’anteprima: seppur il silenzio in sala fosse totale, quando le luci si sono riaccese i bambini hanno pensato più a lasciare la sala che a festeggiare applaudendo. Chissà, forse i genitori non erano tanto entusiasti quanto i figli di sorbirsi questo grande evento. Come biasimarli?
(Winx Club - The Movie); Regia: Iginio Straffi; sceneggiatura: Iginio Straffi, Sean Molyneaux; musica: Natalie Imbruglia; produzione: Iginio Straffi per Raimbow e Rai cinema; origine: Italia, 2007; durata: 100’
