Astro boy

Toby è un ragazzino sveglio e molto dotato, degno figlio dello scienziato robotico Tenma. Il rapporto padre-figlio è molto complicato, Tenma ha poco tempo da dedicare a Toby per via del suo lavoro. Durante un esperimento, voluto dal presidente Stone, un militarista convinto, le cose vanno male e per disgrazia viene coinvolto Toby, che viene disintegrato. Distrutto dal dolore Tenma decide di creare un robot in tutto e per tutto identico al proprio figlio e di donargli la sua memoria, miracolosamente recuperata. Ma le cose spesso non vanno come si spera.
Quella di Astro Boy è una storia di almeno cinquant’anni. Il manga originale di Osamu Tezuka (dai più ritenuto il padre del disegno e dell’animazione giapponese) è infatti del 1952, mentre l’anime da questo derivato risale agli inizi anni ’60. Dell’originale, l’Astro Boy targato David Bowers ha mantenuto poco, soprattutto per quello che era il discorso profondo aperto da Tezuka in seno alla storia. Al di fuori di una confezione visiva, certo apprezzabile, e di una struttura narrativa, pressoché identica all’originale, Bowers non sa andare oltre. Egli, anzi, scavalca le ambiguità tipiche della poetica di Osamu Tezuka riconducendole all’interno di un classico schema manicheo buono per tutte le stagioni. Di qui l’appiattimento dei caratteri, la riduzione al grado zero dei personaggi messi in scena. E’ come se si scorgesse nell’operazione una paura nell’osare di proporre o almeno abbozzare un qualsiasi tipo di approfondimento psicologico. Alla bidimensionalità dei personaggi corrisponde, e non potrebbe essere altrimenti, una mancata messa a fuoco di situazioni e punti di vista. In ogni direzione si scorgono, infatti, atteggiamenti incomprensibili da parte dei protagonisti e si abbandona completamente ogni retroterra allusivo che con efficacia affrontò all’epoca Tezuka.
Sembra che i produttori abbiano scelto come target di prodotto un pubblico di piccolissimi lasciando fuori tutti gli altri. Sicché, in Astro Boy, le tematiche antimilitariste (ben presenti nel manga originale) risultano annacquate e di scarso peso. Allo stesso modo risulta poco sviluppata anche l’ambiguità implicita nel piccolo personaggio che non si vive più (come avveniva nell’originale) il suo essere non umano e, in un certo senso, non vivo come un’afflizione necessaria che permea sia la sua situazione "famigliare" (questo si presente), sia il suo rapporto con gli altri. Nella logica della pellicola, anzi, egli diventa un bambino in un corpo macchina, tematica a guardare bene centrale in tutta la produzione fantascientifica americana degli anni ottanta.
Elemento decisamente positivo è invece il modo in cui viene presentato il mondo degli adulti, tutti immancabilmente negativi, dediti alle più misere ambizioni e disposti a tutto per ottenerle. Dal presidente Stone a Hamegg tutti gli adulti sono una campionario delle debolezze umane. Un altro elemento presente nel film come nell’anime originale è quell’azione di sacrificio che il giovane robot compie, immolando la sua vita per la salvezza della Terra.
A complicare il tutto, però, è una sceneggiatura che presenta dei passaggi poco chiari, per non dire completamente oscuri, che ci fanno sorgere delle domande: che fine ha fatto il corpo di Toby? Perché non è stato assorbito come tutti gli altri? Perché Astro Boy decide di diventare il salvatore della Terra?
Ci rendiamo conto allora che questo film, soprattutto a causa dell’arcinota difficoltà di tradurre gli anime giapponesi nella produzione mainstream americana, presenta in fondo molte, troppe lacune e tanti limiti che non è stato in grado di superare.
In conclusione, nonostante non apprezzammo la scelta di proiettare il film doppiato all’ultimo Festival di Roma, dobbiamo sottolineare l’ottima prova dei nostri Silvio Muccino, Carolina Crescentina e del Trio Medusa, che prestano le loro voci ai protagonisti del film.
(Id); Regia: David Bowers; sceneggiatura: Timothy Harris e David Bowers dal manga omonimo creato da Osamu Tezuka; Fotografia:Pepe Valencia; montaggio: Robert Anich Cole; musica: John Ottman; Voci originali:Nicolas Cage (Dr. Tenma), Kristen Bell (Cora), Freddie Highmore (Astro Boy), Donald Sutherland (General Stone); Voci Italiane: Silvio Muccino (Astro Boy), Carolina Crescentini (Cora), Trio Medusa (Robotski, Sparx e Mike Il Frigo); produzione: Imagi Animation Studios; distribuzione: Eagle Pictures; origine: U.S.A., 2009; durata: 94’
