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Berlino 2009 - Ching Yan (The beast stalker) - Forum

Pubblicato il 8 febbraio 2009 da Luca Lardieri


Berlino 2009 - Ching Yan (The beast stalker) - Forum

Hong Kong è senza ombra di dubbio la patria di un action movie di qualità che ha saputo prendere strade diverse rispetto allo standard statunitense, mantenendo sempre una forte originalità ed una spiccata raffinatezza per quanto riguarda linguaggio e stile. Da John Woo a Johnnie To, passando per il meno conosciuto Fruit Chan, decine di pellicole provenienti da Hong Kong hanno avuto grande successo in tutto il mondo e contribuito alla costruzione di una solida tradizione cinematografica.
Dante Lam giunto ormai al suo quindicesimo lavoro, propone una storia che, pur non spiccando in originalità, diverte e convince. Un poliziotto uccide per errore una bambina rapita durante un rocambolesco inseguimento. Le circostanze vogliono che la madre della piccola vittima abbia un’altra figlia che, sfortunatamente, viene anch’essa rapita e segregata. La sfrenata caccia all’uomo ha inizio.
Come già accennato in precedenza, le tematiche non fanno altro che attingere qua e là nell’ambito del cinema di genere e non aggiungono assolutamente nulla di originale. La ricerca estetica in questo caso è l’aspetto che fa la differenza. Dante Lam, giunto ormai ad una maturità stilistica degna dei suoi più blasonati colleghi, si muove con isterico dinamismo fra immensi palazzi, stradine e mercati, dipingendo le immagini con tinte acide e al neon. Non c’è tempo e spazio per indugiare in lente carrellate (segregate solo nelle poche sequenze intimiste e melodrammatiche): in The beast stalker l’azione è totale e lo stile frenetico conferisce ritmo (grazie anche ad un uso magistrale del montaggio), ad una storia semplice e, spesso e volentieri, vittima di un notevole abuso di colpi di scena. L’uso di slow e fast motion improvvise, contribuiscono a creare onde anomale che travolgono i personaggi e le loro vicende personali.
Il calo di tensione, avvertibile nella seconda metà della pellicola, è dovuto all’abbandono della cinica ironia che permeava l’esplosivo incipit e che tornerà, solo nel finale, danneggiato irreversibilmente da un atteggiamento conciliante e “videoclipparo”. Opera imperfetta dunque, ma che non può non incantare per perizia tecnica e ritmo narrativo, da sempre punti di forza del cineasta di Hong Kong.


CAST & CREDITS

Regia e preoduzione: Dante Lam; sceneggiatura: Dante Lam, Wai Lun Ng; fotografia: Man Po Cheung, Chung-to Tse; montaggio: Ki-hop Chan; interpreti: Nicholas Tse (Sergeant Tong), Jingchu Zhang (Ann Gao), Nick Cheung (Hung); origine: Hong Kong, 2008; durata: 109’


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