Berlino 2009 - Dongbei, Dongbei (A north chinese girl) - Panorama

Già da alcuni anni il cinema cinese sta affrontando le numerose problematiche legate all’imponente boom economico e alle complessità di integrazione fra il vecchio e il nuovo. Fra censure e boicottaggi si muovono autori come Zhang Ke e, recentemente, il giovane Zhang Chi, visto al Torino Film Festival proprio qualche mese fa: sembra inserirsi nel panorama della new wave indipendente cinese anche l’esordiente Zou Peng, che porta a Berlino un lavoro da una parte acerbo ma, dall’altra, ricco di spunti interessanti sia dal punto di vista formale che contenutistico.
Una ragazza poco più che adolescente vive ad Harbin, la “città del ghiaccio”, e sogna di fuggire al più presto a Pechino, per evadere dalla monotonia della vita di provincia e da attività precarie e poco redditizie. Intorno alla figura della giovane ruotano altri personaggi e brandelli delle loro vicende personali. Fra commedia e caricatura si insinua, silenzioso, il dubbio che in alcune zone della Cina le contraddizioni siano ancora molte, troppe. Il regista però non sceglie un approccio critico per parlare della sua gente (anche lui è originario di Harbin), ma piuttosto cerca di descrivere con affetto ed un pizzico di ingenuità l’atmosfera che si respira nella città famosa in tutto il mondo per le splendide sculture sul ghiaccio, nei restanti undici mesi dell’anno in cui non avviene il consueto assalto dei turisti stranieri.
A north chinese girl è un opera in cui la disperata ricerca di uno stile originale a tutti i costi rischia di compromettere la visione di una serie di vicende già piuttosto spezzettate. D’altra parte la forza del film risiede proprio in una narrazione apparentemente disorganica e nella capacità del regista di saper ricreare un’atmosfera, magica e malsana allo stesso tempo, in cui egli stesso ha mosso i primi passi. Anche se di striscio, viene toccato ogni argomento. Dal disagio giovanile all’aborto, dai rapporti familiari alle forti disparità sociali: tematiche scottanti vengono affrontate con leggerezza e, talvolta, lasciando spazio ad un’ironia sottile e ricercata. Tutto ciò prima di una sequenza finale tanto sublime quanto irritante, in cui la ragazza, come il regista molti anni prima, prende il treno e lascia la città. Dietro di lei binari, spazi aperti e macerie. Cosa ci sia davanti, ancora non si sa.
(Dongbei, Dongbei) Regia esceneggiatura; Zou Peng;fotografia: Pablo Enrique, Mendoza Ruiz; montaggio: Zou Peng, Cheng Zhi-Heng, Yuan Fei; interpreti: Tian Yi_Wen (Xiao Xiue), Wu Rui-Peng (Bruder Wei), Liu Xing-Pang (Dong Dong), Wang Yan (Schwester Cat), Jia Fu-Yan (Hao Zi), Shi Sheng-Qi (Meister Kang); produzione: Zou Peng; origine: Cina, durata: 81’.
