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Berlino 2009 - In The Electric Mist - Concorso

Pubblicato il 8 febbraio 2009 da Salvatore Salviano Miceli


Berlino 2009 - In The Electric Mist - Concorso

La penna di James Lee Burke racchiude in sé quel sapore acre e ruvido tipico della grande letteratura americana. Le sue pagine sono pregne di maniacali e lunghe descrizioni dell’ambiente che circonda i suoi protagonisti, particolare e indefinibile per molti aspetti, dei colori e sapori, fatti di polvere e terra, dell’america del sud. C’è più di un contatto con un altro grande scrittore statunitense, quel Cormac McCarthy che da poco abbiamo visto al cinema nella splendida versione firmata dai fratelli Coen.
In Non è un paese per vecchi protagonista era Tommy Lee Jones e non è un caso che lo stesso attore ricopra il medesimo ruolo anche nel bel film di Bertrand Tavernier. Il suo volto scavato da innumerevoli rughe conserva in qualche modo l’inospitale fascino dei territori del sud così come la sua voce grave, e quasi incapibile per un orecchio non abituato alla lingua inglese, si mostra perfetta per raccontare le angosce e le solitudini che segnano i confini del noir. In The Electric Mist (basato sul romanzo di Burke In The Electric Mist with Confederate Date edito in Italia nel 1997 con il titolo L’occhio del Ciclone) è la prima produzione americana di Bertrand Tavernier.
Nella Louisiana del post Katrina il detective Dave Robicheaux (Tommy Lee Jones) si trova ad investigare sul delitto di una giovane ragazza. L’incontro con una star di Hollywood (Peter Sarsgaard) lo porta a collegare il caso con un vecchio omicidio a sfondo razzista di parecchi anni prima. Le sue indagini coinvolgeranno “Baby Feet” Balboni (John Goodman), vecchia conoscenza della polizia locale divenuto ricco produttore cinematografico e un misterioso fantasma (nel vero senso della parola) del passato.
Tavernier non compie mirabilie tecniche ma si limita ad assecondare una storia già fortemente strutturata nella pagine di Burke e ben trattata per il cinema. Si affida alle regole che definiscono il noir, ad una narrazione riposata e mai troppo veloce, alla caratterizzazione di personaggi che divengono stati d’animo e figure che si imprimono nella memoria. Oltre il già citato Lee Jones impossibile non ricordare un John Goodman che non fa mistero della sua straordinaria bravura. È un film classico che riconduce alla tradizione del genere cui appartiene, costruito sulle parole e sui tempi dettati dalla sceneggiatura. Le due ore di proiezione non subiscono scossoni o colpi di scena particolari, semplicemente la storia segue il suo corso e giunge lì dove si trova il suo naturale epilogo.
La regia però non è nascosta, al contrario è forte il segno di Tavernier, l’uso di una grammatica cinematografica che privilegia l’uomo alle situazioni. È il punto di forza del film, tanto convincente da lasciarci abbandonare la sala con ancora in testa la voce priva di vivacità di Jones contrapposta allo slang diabolicamente accattivante di Goodman. Film da vedere per chi ama le atmosfere delle pellicole che hanno reso grande il cinema e che, ci auguriamo, sottolinei, sul mercato italiano, ancora di più l’importanza ed il talento di James Lee Burke.


CAST & CREDITS

(In the Electric Mist) Regia: Bertrand Tavernier; soggetto e sceneggiatura: Jerzy Kromolowski, Mary Olson-Kromolowski basato sul romanzo di James Lee Burke In The Electric Mist with Confederate Date; fotografia: Bruno de Keyzer; montaggio: Larry Madaras, Roberto Silvi; musica: Marco Beltrami; interpreti: Tommy Lee Jones (Dave Robicheaux), John Goodman (“Baby Feet” Balboni), Peter Sarsgaard (Elrod T. Sykes), Kelly Macdonald (Kelly Drummond), Mary Steenburgen (Bootsie); produzione: Ithaca Pictures, Little Bear; distribuzione: Ithaca Pictures; origine: USA, Germania, 2009; durata: 117’


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