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Bianca come il latte rossa come il sangue

Pubblicato il 12 aprile 2013 da Edoardo Zaccagnini


Bianca come il latte rossa come il sangue

È un teen movie di sicuro, che ricorda come per dirigersi verso l’armonia e l’identità sia necessario prendere coscienza del dolore, e sia importante attraversare le zone d’ombra fredde della vita stessa. È certamente un romanzo di formazione, che si infila, anzi si immerge profondamente, nelle strettoie della malattia e della morte. È senza dubbio un film che nel percorso chiede sponda ai tanti film sulla scuola, e si appoggia alla lezione del presente per le piccole note di costume. È una commedia? Fino a un certo punto, perchè il film è più sentimentale e melodrammatico che comico. Scicchitano non è Vaporidis, e dimostra un’evoluzione interessante di film in film. Era piuttosto all’italiana nell’esordio di Scialla!, diretto da Francesco Bruni nel 2011; e mostrava già chiaroscuri interessanti in Un giorno speciale di Francesca Comencini, del 2012. E’ più combattuto e tormentato di un belloccio brizziano in questo film piegato verso il romanticismo che veicola anche contenuti nobilissimi: amare, darsi, sacrificarsi per gli altri, anche per gli sconosciuti. Forse per questo, nel suo piccolo, il film arriva persino a parlare di Dio, anche se lo chiama "Fin". Il problema è sempre lo stesso, per chi vuole vederlo. La forma, la qualità cinematografica del prodotto. Ma subito un’altra domanda salta fuori. Sono problemi questi dell’adolescente medio spettatore a cui il film si rivolge? Decisamente no! A lui l’uso s-moda-to dei Modà non dà fastidio, anzi, esalta e moltiplica l’emozione. A lui le clip e la regia convulsa piacciono. In quell’età turbolenta che avverte molto prima di capire, che sente molto ed analizza poco o nulla, quel palleggio rapido e quel ritmo alto e non troppo raffinato, gustano parecchio. Quell’Abc del cinema, attenzione studiato, cercato, voluto, non solo è apprezzato, ma è addirittura necessario. E Campiotti, che di giovani aveva già parlato in Mai + come prima, e soprattutto li aveva messi in relazione col dolore e con la morte per farli diventare adulti, questo lo sa bene, e i suoi non sono limiti, sviste, errori, ma scelte precise. I volti dei protagonisti del film sono non per caso belli, pure quello del professore fico e dolce, moderno e colto, che poi fa pugilato e gioca coi confini dello stereotipo, allargandolo e confermandolo. I genitori sono buffi e innocui quanto basta, tutto sta al suo posto. Poi c’è l’amore ovviamente, nella sua forma più semplice, quella della passione istintiva, motore turbo di un film che corre dentro una strada di traiettorie prevedibili per un certo tipo di adulti, necessarie, ci ripetiamo, per gli adolescenti popolari, per la maggior parte di quelli che escono in grupponi dalle scuole e riempiono gli autobus delle periferie all’ora di pranzo. Sconsigliato, questo film, ai liceali colti e già super impegnati, quelli che Virzi’ prendeva in giro in Caterina va in città. Valido per tutti gli altri, e persino utile, un pizzico, distante quanto basta dalla pericolosa zona Moccia. Ci sono film sui giovani e film per i giovani. Questo appartiene al secondo gruppo, ma è tra i più sani. E’ un film nel quale l’adolescente medio si identifica, nel quale respira aria fresca di potenza e libertà, col quale soddisfa il suo bisogno di ribellione. Ma si sente il padre buono e giusto dietro la macchina da presa. Se ne sente la presenza, ed anche dietro la sceneggiatura di Fabio Bonifacci, senza dimenticare il libro da cui la pellicola è tratta, quello omonimo e di grande successo di Alessandro D’Avenia.


CAST & CREDITS

(Bianca come il latte, rossa come il sangue); Regia: Giacomo Campiotti; soggetto e sceneggiatura: Fabio Bonifacci, Alessandro D’Avenia; fotografia: Fabrizio Lucci; montaggio: Alessio Doglione; musica: Andrea Guerra con Canzoni dei Modà; interpreti: Filippo Scicchitano, Aurora Ruffino, Gaia Weiss, Luca Argentero, Romolo Guerreri, Gabriele Maggio, Flavio Insinna, Cecilia Dazzi; produzione: MATILDE E LUCA BERNABEI PER LUX VIDE CON RAICINEMa; distribuzione: 01 DISTRIBUTION; origine: Italia, 2013


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