Bitter & Twisted – Torino Film Festival 2008 – Concorso

Un ragazzo di circa trent anni (Liam) è riverso sul pavimento di una stanza agonizzante. Lentamente il suo respiro si fa più affannoso, le mani si distendono fino a diventare inermi, le sue pupille si dilatano e si spengono prive di vita. Questo è il folgorante prologo di Bitter & Twisted condito da una musica accattivante, una fotografia sublime e titoli di testa veramente irresistibili. Purtroppo però, conclusi i primi tre minuti di presentazione, il film comincia a precipitare in un limbo costellato di immagini già viste, personaggi banali e dialoghi a dir poco ridicoli che introducono lo spettatore ad un drammone familiare che si lascia guardare malvolentieri. Ci ritroviamo così a tre anni di distanza dalla morte di Liam. Le vite dei suoi familiari e della sua ragazza sono cambiate radicalmente. Il padre è ormai privo di passioni, non ama più il proprio lavoro e non riesce a contraccambiare l’amore della moglie, sostituendolo con il cibo di cui si ingozza in ogni istante della giornata. La madre scopre di essere in menopausa e cerca di trovare affetto nelle braccia di un ragazzo più giovane di lei. Il fratello cerca di sostituirsi alla figura del fratello vestendosi e comportandosi alla stessa maniera; si sente inappropriato e poco amato, tanto da cominciare a provare attrazione per Indigo, ex ragazza di Liam, nonostante abbia scoperto di essere omosessuale. Ed infine Indigo, la quale cerca in tutti i modi di rifarsi una vita con un uomo sposato che invece vuole riavvicinarsi alla moglie e a suo figlio. In ognuno di loro però aleggia l’anima di Liam, che come un fantasma, appare in ogni momento della loro giornata. Storie parallele che si intrecciano seguendo sottilissimi fili rossi che purtroppo conducono verso luoghi già percorsi, senza riuscire ad introdurre quel pizzico di originalità che avrebbe reso una pellicola, tecnicamente molto valida, in un qualcosa di più. Un qualcosa atto non solo a scatenare facili lacrime ma pronto a trasformarsi in una gemma capace di scaldare il cuore e far riflettere in maniera intelligente. È proprio questa lunga corsa parallela, che termina su di un binario morto a destare le perplessità maggiori. Il film sembra sempre in procinto di schiudersi e spiccare il volo senza mai riuscire a farlo veramente, mostrando poca voglia di osare o di cambiare coraggiosamente strada per aprirsi a tematiche più profonde. L’autore ha tenuto più volte a sottolineare che la prima stesura della sceneggiatura è stata completata quando aveva vent’anni e a vedere il film sembra proprio che non abbia apportato molte modifiche nel corso degli anni, poiché proprio la semplicità e l’ingenuità dei dialoghi, rappresentano la pecca maggiore del film. Dimenticabile!
(Biter & twisted); Regia e sceneggiatura: Christopher Weekes; fotografia: Sam Collins; montaggio: Simon Wright; musica: Brian Cachia; interpreti: Noni Hazlehurst (Penelope Lombard), Steve Rodgers (Jordan Lombard), Christopher Weekes (Ben Lombard), Leeanna Walsman (Indigo Samvini); produzione: Casp Productions; origine: Australia, 2008; durata: 88’
