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Bling Ring

Pubblicato il 28 settembre 2013 da Edoardo Zaccagnini
VOTO:


Bling Ring

Ricordiamo la delicata poesia sulla gioventù scritta in punta di penna coloratissima da Sofia Coppola? Bene, dimentichiamola. Perché rispetto agli altri suoi ritratti di signorina - esili, chiare, fresche e dolci gote - stavolta l’adolescenza dell’autrice americana diventa la peggiore e si contamina e avvelena con le follie dei grandi che formano la società, americana e per ciò non solo americana. Così i corpi di Bling ring diventano ghiacciati e senza bellezza, anche se sono curatissimi e fisicamente impeccabili. L’amore dell’elegantissima Sofia per le sue giovani muore, soccombe inevitabilmente, diventa amore impossibile, quando si infila per le strade di una Los Angeles che come le magre figure del film è stupenda, ma fa solo paura. Le tante luci notturne della città brillano come le collane d’oro al collo delle ragazze, rubate, impure, sporche. Quanto è lontano quel tenero sguardo smarrito e intelligente, sensibile e sano, che camminava silenzioso per le vie di Tokio? Quanto sono lontane le astensioni dal contesto, le purezze enigmatiche e sofferenti dei personaggi precedenti della regista figlia d’arte? Quanto, lo straniamento soft da un mondo incomprensibile, cede il passo alla catastrofe inevitabile? I Giovani di Bling ring sono i più tristi nel cinema di Sofia Coppola, anche se non se ne accorgono: non hanno più la forza di pensare, di capire, di distinguere il dolore dal resto, per certi versi non riescono a soffrire in libertà. L’analisi è impietosa anche se si si parte dal caso limite, quello di una teen gang di media borghesia che passa le notti a casa dei vip a rubare gioielli e oggetti preziosi. Non solo perché è tutto assolutamente vero, ma anche perché si sente l’atroce responsabilità del contesto che produce questa bruttezza. Il film è fermo ad osservare, al solito girato con idee pregevoli, anche se tutto rettilineo e pianeggiante. E’ li che rimane in silenzio di fronte alla patologia, la guarda pezzo per pezzo, ripetendo i sintomi. Poi finisce senza giudicare, tocca allo spettatore farlo.


CAST & CREDITS

Regia: Sofia Coppola; sceneggiatura: Sofia Coppola; fotografia: Harris Savides e Christopher Blauvelt; montaggio: Sarah Flack; musica: Daniel Lopatin, Brian Reitzell; interpreti: Israel Broussard, Katie Chang Taissa Farmiga, Claire Julien, Georgia Rock, Emma Watson, Leslie Mann, Gavin Rossdale, Kirsten Dunst, Paris Hilton, Musiche Daniel Lopatin, Brian Reitzell; produzione: Roman Coppola, Sofia Coppola, OUREE HENLEY PER AMERICAN ZOETROPE, NALA FILMS, IN ASSOCIAZIONE CON PATHÉ DISTRIBUTION; distribuzione: Lucky Red; origine: USA, 2013; durata: 90’


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