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Broken Flowers

Pubblicato il 1 dicembre 2005 da Simone Isola


Broken Flowers

Malinconia. Fuga dal tempo. Il gioco imprevedibile del destino in un’atmosfera impalpabile ed evanescente. In Broken Flowers troviamo elementi consueti del cinema di Jim Jarmush, ma in una chiave nuova, inedita. La consueta struttura episodica, tipica di Ghost Dog e Daunbailò, viene sviluppata in un ritmo fluido e scorrevole, quasi ipnotico. Lo scapolo Don (Bill Murray) compie una sorta di cammino a ritroso nel suo tempo amoroso, incontrando le ultime quattro donne della sua vita, sconvolto da una lettera che gli attribuisce un figlio di diciannove anni. Siamo nel campo dello houmor sottile, sopraffino, che ci rivela, con la leggerezza tipica della commedia, significati profondi della nostra esistenza. Don, con questo suo viaggio riscopre se stesso, i suoi desideri, i suoi repressi bisogni, sempre sorvegliato dall’angelo dell’ironia. Come un puzzle, la sua vita si ricompone attraverso questi episodi, perfetti e rivelatori, nei quali si ritrova a contatto con le diverse anime della sua personalità. Il personaggio è stato costruito appositamente per Bill Murray, e si vede. Perfetto nel trasferirci il tono rarefatto del film, l’attore porta con sé la maschera di Lost in translation, e una recitazione sottotono. La sceneggiatura, esile e quasi minimalista, contribuisce all’equilibrio del film, e rivela una nevrosi tipica della nostra epoca: la ricerca della propria verità. Non mancano i lampi di tragicommedia, affidati più che altro alle reazioni del protagonista di fronte alle contorte personalità delle sue donne; ci rivelano come il passare del tempo modifichi in noi l’idea o l’immagine delle persone con le quali siamo entrati a contatto, che crediamo indelebile. La sorpresa, lo straniamento di Bill/Don, è la rincorsa ad un passato che ormai non gli appartiene, che non esiste, è un’immagine che si è costruito dentro di sè. Che ora ci spiazza; solo grazie ad un’amara ironia non cadiamo nella disperazione. La regia si muove leggera, con sfumature, piccoli tocchi, emozioni che sono suggerite più che mostrate. Jarmush, come è suo solito, visita il genere in chiave critica ed originale, traccia traettorie più che storie, con uno sguardo ieratico e trasognato. Bill Murray gli offre un’interpretazione straordinaria, accompagnato da musiche suggestive. Ci rivela molte cose, anche senza parole. Tutti abbiamo bisogno di verità, almeno una volta nella vita. E non conta trovarla, ma cercarla. Anche in noi.

Regia: Jim Jarmush; attori: Bill Murray, Jeffrey Wright, Sharon Stone, Frances Conroy, Jessica Lange, Chloë Sevigny, Pell James, Tilda Swinton, Julie Delpy, Chris Bauer, Ryan Donowho, Alexis Dziena; sceneggiatura: Jim Jarmush; fotografia: Frederick Elmes; musica: Mulatu Astatke; produzione: Jon Kilik, Stacey Smith; distribuzione: Mikado. Durata: 1 ora e 46 minuti.

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