Torino 33 - Burnt

Banale piatto stupido film sul mondo della cucina ad alti livelli. Trama trita, dispiego di attori a livello internazionale, grandi nomi piccoli ruoli, ci sono tutti, il tedesco, il francese, l’inglese, l’americano. Come nelle più divertenti barzellette degli anni Settanta. Ma qui lo spettatore dovrebbe crederci. Gordon Ramsey eletto a modello per Adam Jones (Bradley Cooper), il protagonista ex tossico irascibile, che va fuori di testa in cucina e comincia a sbattere piatti e pietanze contro ai muri e ad insultare di fino tutti i suoi collaboratori obbligati, senza pietà, a chi are la testa e rispondere solo ed esclusivamente "si, chef". Come qualcuno si sia mai innamorato e continui a innamorarsi di un uomo simile resta mistero. Ah già, è del talento creativo culinario che si affascinano e rimangono stregati, nell’ordine, il Maître di albergo più bravo del mondo (Daniel Brūhl), la giovane chef ragazza madre (Sienna Miller), il rivale che tenta le vie sperimentali delle cotture nella plastica (Matthew Rhys), la figlia del Grande Chef francese (Alicia Vikander) che ha condiviso con lui gli anni dello stordimento e della perdizione parigini negli eccessi della droga, la critica gastronomica lesbica (Uma Thurman) che ha fatto un’eccezione di salto nell’altro sesso solo con lui, la psicoanalista distaccata (cameo di Emma Thompson, mai stata così elegante) che però in fondo in fondo se lo prende a cuore. Viene perdonato tutto a chi ha un talento così raro, si sa, è cosa solita oggigiorno: il merito viene premiato. Così, tra gite al mercato del pesce alle cinque di mattina, passeggiate notturne di riflessione, ore e ore tra i fornelli a sperimentare accostamenti arditi per cucinare a puntino un rombo, lo chef dagli occhioni blu, a cui capita a volte di mostrare anche il suo lato ferito di cucciolo abbandonato nell’infanzia, riesce a raggiungere il suo obiettivo, la terza stella Michelin. E tutto è bene quel che finisce bene, in una Londra sfavillante, in un mondo in cui gli unici cattivi sono gli spacciatori, dove non esistono divari e contrasti sociali ma solo un mucchio di ricconi spendaccioni che riempiono ogni sera ristoranti stellati da 500 sterline a pasto.
Purtroppo o per fortuna, la vita è altrove, non in questo film.
(Il gioco di parole del titolo originale, burnt, bruciato riferito al protagonista, nella traduzione vira verso un più gastronomico Il sapore del successo)
(Burnt); Regia: John Wells; sceneggiatura: Steven Knight; fotografia: Adriano Goldman; montaggio: Nick Moore; musica: Rob Simonsen; interpreti: Bradley Cooper, Sienna Miller, Daniel Brühl, Riccardo Scamarcio, Omar Sy, Sam Keeley, Matthew Rhys, Emma Thompson, Uma Thurman, Alicia Vikander, Lily James, Sarah Greene; produzione: 3 Arts Entertainment, Double Feature Films, PeaPie Films; distribuzione: 01 Distribution; origine: Usa, 2015; durata: 100’
