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Cannes 2008 – Un Certain regard – Tokyo!

Pubblicato il 17 maggio 2008 da Salvatore Salviano Miceli


Cannes 2008 – Un Certain regard – Tokyo!

Il progetto è quello di raccontare una grande capitale mondiale secondo un principio rapsodico, seguendo lo sguardo di tre autori differenti per stile e poetica. Il risultato è ben più che sufficiente ed il segreto della riuscita si trova proprio nella dissonanza che si crea tra i diversi registi ed i loro diverso modo di raccontare.
Dopo l’esperimento, anch’esso ben portato a compimento dell’anno scorso, con Paris Je t’ame, questa volta la città scelta è Tokyo (che fornisce anche il titolo al film) ed i tre autori sono Michel Gondry, Leos Carax e Bong Joon-Ho. Tutti gli episodi hanno come unico punto in comune quello di restituire l’essenza di una città che per storia è condannata a vivere e subire continui mutamenti sociali, politici ed economici. La metropoli gigantesca garantisce un’ambientazione e un materiale umano (i personaggi sono estremamente differenti tra loro nei singoli capitoli) assolutamente vari. Al resto pensano i registi particolarmente ispirati.
Si inizia con Interior Design firmato da Michel Gondry ma potremmo anche fare a meno dei titoli di testa per capire la paternità del piccolo film talmente ne è riconoscibile lo stile. La sua Tokyo è terreno di ricerca per una coppia giovane di innamorati. Ricerca di lavoro, di casa ma soprattutto di identità. Gondry è pienamente a suo agio, regala un intreccio delirante il cui epilogo si risolve nella consueta poeticità cui ci ha abituato. Non sveliamo nulla di più proprio per non rovinare una sorpresa, visiva e narrativa, che arriva a lambire un tale grado di assurdità da sembrare quasi perfettamente naturale.
Leos Carax in Merde trasmigra la complessità strutturale della città nel corpo di una creatura ignobile che vive nella rete fognaria e che, nelle su escursioni tra la gente, semina panico e morte. È il segmento più politico dei tre, permettendosi il lusso di giocare con le fobie tipiche del nostro tempo, con la paura di tutto ciò che è diverso ed estraneo al comune modo di pensare, con l’allarmismo del tutto qualunquista dei media. Già il nome del protagonista, Merde, ne lascia intendere facilmente il lato polemico, restituito però in maniera assolutamente ludica. Divertono poi una serie di citazioni (Godard su tutti) che Carax non lesina.
Chiude il trittico Shaking Tokyo di Bong Joon-ho, forse il più elegante e formalmente orientale dei tre. Sfruttando uno spunto ed una messa in scena che tanto deve alla cultura manga, il regista affida la sua personale visione della città ai suoi personaggi. L’Hikikomori, con cui si identifica chi vive recluso nel proprio appartamento, riducendo al minimo i contatti con il mondo esterno nel conforto di una perfezione e di un ordine artificiale che si contrappone al caos esterno, è il protagonista. Sarà però l’incontro con la ragazza che consegna la pizza a convincere l’uomo a varcare la soglia di casa. Si avverte, e non potrebbe essere altrimenti, il gusto cinematografico tipico del mondo orientale.
Atteso soprattutto per la presenza di Gondry, Tokyo! diverte e convince regalandoci tre visioni della stessa città.


CAST & CREDITS

(Tokyo!) produzione: Commes des Cinemas, Bitters End, Kansai Telecasting Corporation, Sponge Net Inc., Arte France Cinema, Coin Film, WDR; distribuzione: Haut et Court;origine: Giappone/Francia; durata: 110’;
Interior Design Regia: Michel Gondry; sceneggiatura: Gabrielle Bell, Michel Gondry, tratto da una striscia di Gabrielle Bell Cecil and Jordan in New York; fotografia: Masami Inomoto; montaggio: Jeff Buchanan; interpreti: Ayako Fujitani, Ryo Kase, Ayumi Ito;
Merde Regia e sceneggiatura: Leos Carax; fotografia: Caroline Champetier; montaggio: Nelly Quettier; interpreti: Denis Lavant, Jean-Francois Balmer, Renji Ishibashi;
Shaking Tokyo Regia e sceneggiatura: Bong Joon-Ho; fotografia: Jun Fukumoto; interpreti: Teryuki Kagawa, Yu Aoi, Naoto Takenaka.


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