Cannes 2015 - Les Deux Amis - Semaine de la Critique

Un divertissment cinephile l’esordio al lungometraggio del figlio d’arte Louis Garrel (figlio di Philippe, classe 1948, ultimo sopravvissuto della nouvelle vague, e Brigitte Sy, attrice e regista francese) che ricordiamo, per la prima volta su uno schermo italiano, fumare une clope nella vasca da bagno in un giocoso triangolo amoroso bertolucciano, in buona compagnia dell’allora sconosciuta Eva Green e di Michael Pitt.
Di triangolo si tratta anche qui, un trio forse è più appropriato dire, sempre due uomini e una donna, due amici e la bellissima e perduta Mona (interpretata dalla intensa attrice iraniana Golshifteh Farahani, causa della separazione tra Garrel e la Bruni Tedeschi) che mina l’amicizia, in un certo senso già sbilanciata, tra il bel tenebroso Abel (interpretato dal regista) e Clemént (Vincent Macaigne). La donna nasconde un segreto, di cui lo spettatore è a conoscenza. I due personaggi maschili sono futili: uno fa l’attore, l’altro ha velleità di scrittore mentre fa il guardiano notturno di un parcheggio. Sono amici di lunga data, uno diverso dall’altro, uno bruttacchione, l’altro scopatore seriale, perennemente insoddisfatto, onnivoro di conquiste e di sesso a pagamento. I due amici sono comici ma anche patetici. Forse sono arrivati al termine della loro amicizia. E questa donna potrebbe esserne lo spartiacque. Lei è una pazzerella, a volte scorbutica, scortese, lunatica: in un bistrot, di notte, catturata da una musica che le piace si mette a ballare sensualmente, forse in una delle scene più riuscite del film, in cui Mona e Abele vivono un rapporto sessuale traslato attraverso lo spessore sottile di un vetro, mano nella mano.
Citazioni a profusione, le barricate simulate in una scena di un film in cui i tre (Jules e Jim e Catherine per caso?) fanno le comparse per una notte, le ferite le botte il nero sul viso e i lacrimogeni fittizi in un’68 ricostruito in uno studio cinematografico. Rimanda a Les amants réguliers, di suo padre del 2005, di cui Louis era protagonista.
Dialoghi ripiegati su se stessi, ombelicali, cervellotici e sterili giri mentali.
Dopo The Dreamers l’attore tenta il grande salto dall’altro lato dello schermo con una storia a tre già vista mille volte, non di cattiva fattura, ma che non lascia nulla nel cuore e non colpisce nel segno. Durante la presentazione in sala Garrel ha detto che il suo principale obiettivo era divertire gli spettatori. Mancato.
(Les Deux Amis); Regia: Louis Garrel; sceneggiatura: Louis Garrel, Christophe Honoré; fotografia: Claire Mathon; montaggio: Marie-Julie Maille; musica: Philippe Sarde; interpreti: Louis Garrel, Golshifhteh Frahani, Vincent Macaigne; produzione: Les Films des Tournelles, ARTE France Cinéma; origine: Francia, 2015; durata: 100’
