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CINDERELLA MAN

Pubblicato il 18 settembre 2005 da Edoardo Zaccagnini


CINDERELLA MAN

Già fatto. Già visto, stravisto. Eppure efficacissimo per imprigionare sull’altalena telecomandata una sala tanto enorme che quando applaude si sente un gran frastuono. Come andare sulle montagne russe, salire, venire giù in picchiata e poi scendere, esattamente identici a come si era prima, ma un poco scossi. Cinderella Man lo ritrovi nei cassetti di tutto il cinema americano, ogni anno, ad ogni botteghino, da sempre. E forse chi li conosce benissimo non ne può più di aprirli, ma sa anche che l’altalena ha bisogno di un mestierante che la sappia manovrare, perché altrimenti nemmeno lo spettatore più innocuo e predisposto si lascia sedurre. E allora merito a Ron Howard e ai suoi attori convincenti per averci fatto credere alla storia di un altro che ce l’ha fatta da solo e averci manovrato come burattini per due ore. Merito a quel colosso tenero di Crowe e al suo mitico secondo: quel grandissimo Paul Giamatti, già amato in Sideways e riadorabile adesso, per le espressioni, i movimenti e la naturalezza delle sue battute. Caduti nella favola, abbiamo temuto per la sorte dell’eroe e festeggiato con lui l’arrivo, più che mai sospirato, di un happy end mescolato a lacrime e a piccole colate di sangue che aggiungono peso al premio. Non ci siamo soffermati sul rapporto tra boxe e grande depressione, solo perché ci è venuto più facile universalizzare la vicenda sotto i colpi del montaggio invisibile e i cambi di ritmo cadenzati a dovere. Abbiamo fatto una scelta di cuore e poi siamo tornati sull’argomento, ammettendo senza fatica che Howard non ha usato trucchi meschini per allontanarci dall’America ma che anzi ha speso un sacco di energie per docu-romanzarci un periodo preciso, e ci è riuscito bene. Non fraintendiamo: non ci siamo innamorati di Rikhy, delle sue donne risolte, della sua correttezza politica e della ricerca ossessiva degli happy days perduti. Raccontiamo piuttosto di un film coinvolgente e ben diretto, caldo, lucido, preciso nella sua dimensione storico-favolistica, una pellicola convincente che rievoca classicamente il miglior cinema che lo ha preceduto.

[Settembre 2005]

Cast & Credits

Regia: Ron Howard; sceneggiatura: Cliff Hollingsworth, Akiva Goldsman; fotografia: Salvatore Totino; Montaggio: Daniel P. Hanley, Mike Hill; musica: Thomas Newman; interpreti: Russell Crowe, Renée Zellweger, Paul Giamatti, Craig Bierko, Paddy Considine; produzione: Brian Grazer, Ron Howard, Penny Marshall; distribuzione italiana: Buena Vista

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