Cenerentola

Sorprendente regia di Kenneth Branagh! È riuscita ad inserire in modo apparentemente spontaneo gli attori in Cinderella, un film magicamente artificiale per scenografia e tipologia di storia.
Va da sé che non sarebbe stato possibile il contrario, visto che si sta parlando di una delle fiabe più popolari in tutto il mondo firmata da Charles Perrault con cui si racconta la popolarissima storia di un’icona di tutti i tempi, prima sguattera e poi principessa con tanto di aitante nobile marito, di fatina e matrigna a seguito.
La differenza sostanziale è che i personaggi sono ispirati a quelli dello storico cartone della Disney (1950) che nel riproporre una versione "action movie" della storia, si distingue grazie ad una direzione magistrale degli attori, nonché ad uno script ricco si sfumature psicolgiche e carico di espressioni moderne senza mai essere troppo realistiche; tutto ciò contribuisce con successo a rendere Cinderella un ottimo esperimento di umanizzazione di figure animate.
Decisivo a questo riguardo l’apporto sostanziale dello scenografo Dante Ferretti nell’esaltare l’aspetto sontuoso di palazzi, carrozze, incantevoli esserini come i topi della soffitta e abiti appunto "fiabeschi".
I due protagonisti del film di Branagh sembrerebbero a tutti gli effetti delle giovani promesse del cinema inglese: Lily James, già nota interprete della serie "british" Downtown Abbey, e Richard Madden, nei panni di un principe avvenente ma non ingessato come molti bellocci del cinema mainstream attuale.
Bisogna inoltre riconoscere che nonostante il resto del cast fosse composto da star planetarie come Cate Blanchett, Stellan Starsgård e Helena Bonam Carter, Cinderella e il tanto agognato principe azzurro hanno dimostrato di reggere il confrontocon delle interpretazioni lodevoli, aiutati da dei volti che bucano decisamente lo schermo.
Tuttavia non sarebbe sufficiente questa visione idilliaca da sola a rendere il film un lavoro di spessore, se non ci fosse dietro la macchina da presa l’esperta mano di uno dei più amati e validi registi del cinema inglese (e hollywoodiano) come Kenneth Branagh: la sua sorprendente capacità nel conciliare la dimensione fiabesca/teatrale con una sceneggiatura ricca di spunti universali è ciò che lo fa assurgere a un perfetto autore sì "old fashion" ma con quella vena di modernità universale che ricorda tanto il suo amato Shakespeare, con cui a 29 anni aveva debuttato nel Henry V da lui interpretato e diretto, facendo sensazione.
E poi come non amare la citazione della bella protagonista di fronte a qualsiasi angheria della matrigna (Cate Balnchett) e delle sorellastre che la riducono in schiava nonostante la sua dolcezza fosse disarmante: “Abbi il coraggio di essere gentile!”.
Ci si domanderebbe se la figura di Cinderella non sia troppo buonista, ma riflettendo sulla posizione di forza e riuscita della ragazza, si arriva alla conclusione che il suo modo di vivere non è nient’altro che un prezioso suggerimento del regista diretto a tutte le giovani donne di essere fiduciose nella propria personalità nonostante le fiabe siano scomparse da tempo in un mondo troppo spesso brutale e inesplicabilmente ingiusto.
Il regista inglese ci regala così un tocco di magia, senza essere scontato o retorico, toccando quelle corde del cuore che rendono l’amore e la speranza le uniche forze nelle vite di qualsiasi essere vivente compresa la perfida matrigna, che forse chissà si era arresa dopo molte delusioni ad un’esistenza che ricorda quella materialista di molte donne dei nostri tempi...
FOTOGALLERY
(Cinderella); Regia: Kenneth Branagh; sceneggiatura: Aline Brosh McKenna, Chris Weitz; fotografia: Haris Zambarloukos; montaggio: Martin Walsh; musica: Patrick Doyle; scenografia: Dante Ferretti; interpreti: (Lily James), (Richard Madden), (Cate Blanchet), (Stellar Stasgård), (Derek Jacobi), (Stephen Chaplin); produzione: David Barron, Simon Kinberg, Allison Shearmur; distribuzione: Walt Disney; origine: USA; durata: 105’
