X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Cineasti del presente - Not in Tel Aviv

Pubblicato il 8 agosto 2012 da Fabiana Proietti

VOTO:

Cineasti del presente - Not in Tel Aviv

Un triangolo amoroso in bianco nero, frozen frame, jump cut e uno humour non-sense sono gli elementi fondamentali di un’opera prima temeraria che si impone soprattutto per il dilagante ego del suo autore, Nony Geffen, che per il suo debutto da regista si fa in tre: sceneggiatore, regista e protagonista, pronto a snocciolare fra i suoi riferimenti Pierrot le fou e Une femme est une femme di Jean-Luc Godard, Badlands di Terrence Malick e Buffalo 66 di Vincent Gallo.

E Not in Tel Aviv si fa apprezzare proprio per la sfrontatezza, quella si’ decisamente nouvelle vague, con cui Geffen si butta in questa storia singolare, tutta costretta negli interni dell’appartamento e dell’abitacolo dell’auto con cui i tre percorrono in lungo e in largo una città confinata in fuori campo già dal titolo: Tel Aviv, mai mostrata - se non in certi non-luoghi, come la pizzeria dall’aria yankee, il pozzo in aperta campagna - dall’occhio della camera, cessa di esistere con la sua storia, le sue tradizioni.

Geffen con la "furia" iconoclasta (ma ironica) da giovane turco diventa qui un professore di storia che uccide di fatto la propria memoria: sparando a una madre che lo implora di farla fuori recide in un solo colpo i legami con il passato e con un ideale "cinéma de papa" chiudendosi in casa con la sua giovane studentessa e una sensuale pizzaiola come fosse uno dei dreamers bertolucciani, ma senza (quasi) piu’ sesso e di certo senza cinema.

Scandito dalle trascinanti ballate blues di Uzi Ramirez, con il suo effetto vintage e una cinefilia giocosamente esibita Not in Tel Aviv riesce a raccontare una generazione israeliana in cerca di riferimenti artistici e culturali meticci, che non ha timore di mischiare sound americani e immagini europee per rifondare il proprio immaginario.
Una generazione quella dei tre protagonisti, incurante ed anarchica, che come nel finale vuole "mangiare con le mani" in un ristorante elegante.
E con questa tensione che lo percorre resta di certo uno dei lavori piu’ curiosi e affascinanti fra i Cineasti del Presente di Locarno.


CAST & CREDITS

Regia e sceneggiatura: Nony Geffen; fotografia: Ziv Bercovich; montaggio: Tal Hayek; musica: Rotem Bar Or, Uzi Ramirez; interpreti: Nony Geffen, Romi Aboulafia, Yaara Pelzig, Tal Friedman; produzione: Laila Films; origine: Israele, 2012; durata: 82’


Enregistrer au format PDF