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Cinemambiente 2007 - Dieci anni di riflessione sul futuro del globo

Pubblicato il 12 ottobre 2007 da Giampiero Francesca


Cinemambiente 2007 - Dieci anni di riflessione sul futuro del globo

Proprio nel giorno che ha visto l’attribuzione del più prestigioso riconoscimento mondiale, il Premio Nobel per la Pace, ad Al Gore - per il suo impegno profuso a sostegno dell’ambiente - prende il via la decima edizione di una rassegna cinematografica nostrana interamente votata alla trattazione di tematiche ecologiste. E si pensi pure allo story-concept attorno al quale si muove il film dei Simpson, grande successo planetario di stagione.
Il decimo anno rappresenta un traguardo importante per un festival, un momento per riflettere sulla strada percorsa, ma anche per progettare un nuovo futuro. Se si considerano le 120 pellicole presenti in questa edizione, la grande affluenza riscontrata alla prima proiezione e il crescente interesse da parte della popolazione per le tematiche ambientaliste pare proprio che un festival come Cinemambiente si prepari a festeggiare il suo primo decennio con una consapevolezza in grado di proiettarlo con ottimismo verso il domani.

In un momento in cui giornali, televisioni, radio sembrano ancora per lo più cieche e mute davanti agli incombenti problemi ambientali, il cinema, in particolare quello documentaristico, appare come il media privilegiato per sensibilizzare l’opinione pubblica. Anzi, la massiccia presenza di pellicole, alla decima edizione del festival Cinemambiente, e il successo, la scorsa stagione, proprio di un film come Una Scomoda Verità - An Inconvenient Truth (premio Oscar come miglior documentario) appaiono come il segno evidente di un vero “genere” ambientalista che fa dell’informazione, dell’impegno e della cultura ambientale il proprio fulcro. Quando, come in questo caso, si combatte contro quelli che possono apparire come giganti intoccabili, contro multinazionali, poteri forti, l’istinto potrebbe essere quello di fare un passo indietro. Eppure l’enorme presenza di pubblico e l’attenzione mostrata ogni qual volta si riesce a parlare, seriamente, di ambiente non può che dimostrare come tutta l’opinione pubblica sia pronta e ricettiva. Forse perché impaurita, preoccupata dal surriscaldamento globale, dall’impoverimento del globo, dal consumo continuo e costante delle risorse energetiche della terra. Forse, come spesso accade in questa società egotista, perché semplicemente attenta ai propri interessi, alla propria sopravvivenza.
Il panorama delineato dalle pellicole presenti mostra una realtà che ha ormai superato la soglia di guardia, popolata da una civiltà, la nostra, che proprio in nome di quegli interessi, si trova oggi a fare i conti con un futuro che potrebbe mostrarsi più duro e pieno di difficoltà di quanto fosse prvedibile. Un futuro invivibile. Forse non è troppo tardi, ma la soglia ultima pare davvero molto prossima.

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Giampiero Francesca


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