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Concorso internazionale - Mobile Home

Pubblicato il 4 agosto 2012 da Fabiana Proietti


Concorso internazionale - Mobile Home

Nel finale de L’appartamento spagnolo di Cédric Klapisch, Romain Duris sintetizzava la "morale" della sua esperienza in Erasmus nell’azzeramento di differenze culturali tra i suoi roomate internazionali (ricordate? "Io sono lei, sono lui, e sono anche lui", mentre sullo schermo scorrevano i volti dei suoi coprotagonisti).

La commedia belga di François Pirot Home Mobile, presentata a Locarno nel Concorso internazionale, è la dimostrazione di come la recente crisi economica abbia accelerato questo processo di globalizzazione culturale facendo di tutta l’Europa un Paese: due vitelloni di provincia, finita l’università, terminate varie storie sentimentali ed esperienze lavorative si ritrovano ancora a casa con i genitori e decidono anche loro - come i trentenni mucciniani de L’ultimo bacio - di mollare tutto e partire, per compiere un viaggio di formazione on the road, che sessant’anni dopo la beat generation continua a porsi ancora come esperienza limite per dare un senso alla propria esistenza.

Ma come partire? E quando? C’è un momento giusto per chiudere con la propria vita, seppure triste, spenta, noiosa e già scritta? Simon e Julien, incostante riccioluto e vitale il primo quanto piu’ tenero, compassato e preso nel mezzo il secondo, si ritrovano a vivere su un camper in attesa che questo viaggio si materializzi, tra lavori saltuari, amori "della staffa", e tira e molla con genitori spiazzati e increduli ma ostinati.

Pirot realizza quasi un bunueliano Angelo sterminatore in chiave brillante, che alla questione di classe sociale sostituisce quella generazionale, mostrando di fatto l’impasse che blocca e cristallizza in un’eterna adolescenza e indovinando la metafora del camper per indicare una giovinezza spesa a fare progetti, sempre pronta a partire, ma in fin dei conti stanziale e rinunciataria.

Con una scena emblematica in cui Simon riunisce il gruppo musicale dei primi anni d’università, col proposito di provare nuovi brani per poi ritrovarsi ad attaccare Where is my mind dei Pixies e un finale che, senza giudicare, lascia aperte due strade, come i racconti a bivio dei giornalini per l’infanzia che, a seconda delle scelte del piccolo lettore, ne sanno indicare già la tendenza all’azzardo, al rischio.


CAST & CREDITS

Regia: François Pirot; sceneggiatura: Marteen Loix, François Pirot, Jean-Benoît Ugeux; fotografia: Manuel Dacosse; montaggio: Albertine Lastera; musica: ; interpreti: Arthur Dupont, Guillaume Gouix, Eugenie Anselin, Gwen Berrou; produzione: Tarantula, Urban Factory; origine: Belgio, 2012; durata: 95’


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