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Dear lemon lima - Roma 2009 - Alice nella città

Pubblicato il 19 ottobre 2009 da Nicola Lazzerotti


Dear lemon lima - Roma 2009 - Alice nella città

Presentato in concorso nella sezione Alice nella città Dear Lemon Lima è stato accolto molto positivamente al festival di Roma. L’opera prima di Suzi Yoonessi, che è meno superficiale di quanto non sembri a prima vista, riesce ad affrontare le classiche tematiche giovanilistiche, tipiche del teenagemovie americano, in maniera onesta e veritiera senza cadere nelle trappole del sentimentalismo.

Vanessa (Savanah Wiltfong), è una quattordicenne Yup’ik (di origine eschimese) che si appresta a iniziare la scuola superiore, con il suo giovane cuore già in pezzi per essere stata lasciata dal suo adorato Philp. L’ambientamento e la nuova vita non sono facili per Vanessa, l’entrata nella prestigiosa scuola è infatti stata garantita dal programma per ragazzi eschimesi, origine che la giovane sente non sua e il rapporto con il suo ex è sempre più complicato. A peggiorare la situazione il comportamento della ragazza che per la sua onestà e la sua ingenuità viene via via isolata fin quando...

Lo strato primario della narrazione è quello ricorrente in questo tipo di commedie: una ragazza disadattata ed impreparata ad affrontare la nuova realtà che l’attende, l’isolamento da parte dei gruppi socialmente più forti e la ghettizzazione in una minoranza. Su questo nucleo narrativo si innesta un secondo livello di racconto centrato, invece, sulla reazione alla situazione di questo microcosmo sociale e sul modo in cui la minoranza finisce per "fare gruppo" intorno a quelli che sono percepiti da tutti come i veri valori morali.
Il film ha il pregio di analizzare questi elementi senza mai scadere in banalità, muovendosi attraverso le trame narrative con leggerezza, mostrando quel finto perbenismo e quel finto atteggiamento politically correct tipico di un certo imperialismo sociale dell’America a cui la regista oppone un realismo crudo e tragico.
Il segmento narrativo che narra la storia di Hercules (Zane Huett) ci sembra in questo senso esemplare di quest’attitudine allo scavo sotto la superficie delle regole del genere. Osservando la sua storia tragica, infatti, ci si rende immediatamente conto di come sia proprio la famiglia a creare le condizioni che portano al dramma, e di come le ansie continue e il controllo viscerale che i genitori impongono al ragazzo ne mortifichino ogni possibilità di realizzazione. La madre e il padre di Hercules sono la cruda e palese rappresentazione metaforica di quell’America ottusa e cinica devastata dal silenzio privato dell’ignoranza. Di qui assume maggior peso drammaturgico la considerazione che la madre del ragazzo sia serena e tranquilla solo quando consegna al figlio il fucile (arma che Hercules in seguito rivolgerà contro se stesso) e lo sa all’allenamento di tiro al bersaglio.
Un paragone concreto ed efficace potrebbe essere effettuato con L’attimo fuggente. Il personaggio di Neil (Robert Sean Leonard) nel film di Peter Weir è narrativamente molto simile a quello Hercules, e con quello condivide il destino votato al suicidio. Ma nel confronto ci si accorge immediatamente che tra le due storie emerge uno scarto decisivo. Ne L’attimo fuggente aleggia fin dall’inizio un tono cupo e scuro, il padre di Neil è in fondo consapevole del suo atteggiamento autoritario e violento verso il figlio, atteggiamento a cui Neil non sa opporsi. In Dear Lemon Lima i genitori di Hercules sono invece inconsapevoli del loro atteggiamento e non si rendono assolutamente conto del danno che arrecano. Ed è proprio questa inconsapevolezza a rende la vera tragicità nel film, un’inconsapevolezza segno di un’America che non sa dove sta andando e che non sa rapportarsi con le nuove generazioni.
Il grande coraggio e la grande forza del film rimane nella voglia e nella capacità di continuare comunque ad essere commedia, amara certo, e di non cedere o abbandonarsi mai alle lusinghe del seducente e semplicistico cambio di registro. Ma anzi traendo dall’elemento tragico una nuova linfa e una nuova energia espressione di uno stile e di una scrittura autenticamente indie.


CAST & CREDITS

(id); Regia: Suzi Yoonessi; sceneggiatura: Suzi Yoonessi; fotografia: Sarah Levy; montaggio: Mara Farrington; musica: Sasha Gordon; interpreti: Savanah Wiltfong (Vanessa Lemor), Melissa Leo (Mrs. Howard), Shayne Topp (Philip), Meaghan Jette Martin (Megan Kennedy); produzione: Love Sad; distribuzione: Visit Films origine: U.S.A., 2009; durata: 87’


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