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Buon anno Sarajevo

Pubblicato il 3 gennaio 2013 da Giampiero Francesca


Buon anno Sarajevo

Sono passati ormai più di quindici anni dalla fine della guerra in Bosnia Erzegovina, da quell’assedio a Sarajevo durato dal da 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996, ma i segni, nella memoria e negli occhi di chi quei giorni li ha vissuti, son ancora ben presenti. Non è un caso dunque che Aida Bejic, regista di Buon anno Sarajevo, decida di aprire e inframmezzare la sua pellicola con spezzoni di documentata memoria. Il suo racconto non è infatti solo un triste spaccato della realtà bosniaca odierna ma anche il riflesso della storia recente di questo paese.

Le immagini e i suoni di ieri e di oggi, della guerra e della pace, nella mente di Rahima, sembrano avere una tremenda continuità. Stessa desolazione, stessa distruzione, stessi rumori assordanti di fucili e mortai. Ma dal 1996 Sarajevo è cambiata, non forse nella sua morfologia, ancora segnata dal più lungo assedio che la storia ricordi, ma nel clima si. Quei suoni assordanti, che una volta accompagnavano le immagini di vittime e feriti, oggi riportano a giovani ragazzini intenti a far esplodere mortaretti e fuochi d’artificio in una città apparentemente deserta. Ma è proprio nella quotidianità, nelle trade vuote, nel clima opprimente che emerge, anche ora in tempo di pace, lo strascico pesante del conflitto. Un conflitto che, oltre ad aver distrutto famiglie e vite, ha trascinato con se l’intero paese in un vortice di violenza, il cui frutto è una società dominata dalla legge del più forte. Una burocrazia arrogante, una polizia corrotta, una città privata della sua umanità sono i figli di questa tremenda madre; la guerra.

Alternando brevi scene di documentario, riprese negli anni della guerra, alle sequenze di finzione Aida Bejic mette in scena, in modo diretto ed efficace, la terribile realtà di Sarajevo. Grazie ad una fotografia spenta, pallida come i volti dei protagonisti, la regista restituisce un senso di atavico freddo, una sensazione di un umanità assente, a tratti agghiacciante nella sua gelida consapevolezza. Come spesso accade, finiti i conflitti, partiti i giornalisti, spente le telecamere, le zone di guerra vengono cancellate dalla nostra memoria ormai così a breve termine. I nomi delle città, una volta campo di battaglia, si trasformano rapidamente in ricordi offuscati, scavalcati dalla notizia più vicina. Forse per questo le immagini di Buon anno Sarajevo inquietano le nostre coscienze, perché, per chi ha avuto la sfortuna di vivere quei giorni, dimenticare, non è così facile.


CAST & CREDITS

(Djeca) Regia e sceneggiatura: Aida Begic; fotografia: Eroi Zubcevic; montaggio: Miralem S. Zubcevic; interpreti: Marjia Pikic, Ismir Gagula ; produzione: FILM HOUSE SARAJEVO, ROHFILM, LES FILMS DE L’APRES MIDI, KAPLAN FILM;  origine : Bosnia-Herzegovina, Germania, Turchia, Francia; durata: 90’


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