DVD - Il favoloso mondo di Amélie

Quando nel 2000 i cinema d’Europa furono invasi dalle gesta di questa mademoiselle, con i capelli alla Coco Chanel e un’irrefrenabile voglia di portare gioia nelle vite altrui, il pubblico e la critica si spaccarono; inevitabile con Amélie: o la si ama o la si odia. O ci si lascia travolgere dall’entusiasmo della frizzante pellicola di Jeunet o se ne condanna la furbizia, la spiccata voglia di piacere, colmando le inquadrature di ogni ‘leccornia visiva’ possibile.
La Parigi del film è traboccante d’amore come la sua protagonista; alterata da una fotografia dove predominano i toni caldi, avvolti in un giallino che dà a tratti l’illusione del ritratto d’epoca.
Jeunet non rinuncia a nulla: né alla tipizzazione e alla descrizione iperrealista - con vicoli, bistrot e stazioni del metrò - della ville lumière, che appare una città imbellettata e vivace dove non piove mai; né agli omaggi ai capolavori del cinema (francese, naturalmente) come il Jules et Jim di Truffaut visto in sala da Amélie, spettatrice disattenta, più interessata alle emozioni sui volti del pubblico che non alle immagini sullo schermo: ed è a questi spettatori, sensibili al fascino del cinema ma non cinéphiles, che pare rivolgersi per lo più il regista, intento a rendere il suo film un gateau mai troppo dolce.
E non rinuncia nemmeno a una colonna sonora formidabile che alterna le note della fisarmonica di Yann Tiersen, la cui valse accompagna la protagonista per le vie di Parigi, a classici retrò come Si tu n’étais pas là e Guilty.
L’iperbole visiva e la saturazione delle immagini trovano un loro corrispettivo nella scrittura, in un plot che mette in scena un vero esercito di bizzarri comprimari – Monsieur Dufayel, ‘l’uomo di vetro’ che aiuta Amélie nella sua missione senza farla rinunciare alla sua favola; la lacrimevole portiera Madeleine, votata al ricordo di un marito fedifrago; la titolare del Café Les Deux Moulins, la signora Suzanne, amazzone circense tradita dall’amore; le cameriere Gina e Georgette, vittime a turno dell’ossessione amorosa del geloso e maniacale Joseph – e un altrettanto ‘folle’ coprotagonista, il trasognato collezionista di fototessere Nino Quincampoix, interpretato dal regista/attore di belle – ma forse tradite – speranze Mathieu Kassovitz.
Una piccola umanità ai margini che il regista ritrae con tenerezza e compiacimento, indagando nelle loro vite con ottica impressionista, per accenni e tocchi di colore, come il quadro di Renoir che Dufayel puntigliosamente riproduce.
Opera tutto sommato unica nel suo genere, lontana sia dalla commedia sentimentale che di costume, Il favoloso mondo di Amélie sembrava aver dato vita a un filone che fortunatamente ha avuto vita breve ma che per qualche tempo ha sfornato film schizofrenici come Amami se hai coraggio, versione ‘drogata’ degli aspetti ludici del film di Jeunet o la deriva psicopatica delle fantasticherie amorose della protagonista che la stessa attrice, Audrey Tatou, fa rivivere in M’ama non m’ama, esile pellicola di Laetita Colombani.
Quello che invece si può ammirare della pellicola di Jeunet è proprio l’equilibrio che una regia sicura conferisce a un materiale così vasto e variegato da poter facilmente sfuggire al controllo dell’autore.
Un piccolo grande successo, non per tutti i palati, ma sicuramente da vedere o riscoprire.
La qualità audio-video
La Bim ripropone ora nella collana Latitudine quello che è stato uno dei suoi successi maggiori nel campo dell’home video, avvalendosi di una confezione agevole e accattivante.
Il riversamento video rispetta la particolare fotografia del film, mantenendone i toni caldi e i colori brillanti.
La resa audio non è da meno nella doppia codifica Dolby Digital 5.1 e DTS in italiano e francese, con sottotitoli in entrambe le lingue.
Extra
I contenuti speciali sono probabilmente l’unica nota dolente del film. E, soprattutto, attenzione a scovarli: vista la mancanza di una rubrica apposita il commento audio del regista può essere attivato dal comando Set up audio e video così come Sulle tracce di Amelie, riproposizione dell’intero film che offre la possibilità di attivare tramite l’icona del nano da giardino viaggiatore i link ai luoghi della vicenda – come Montmartre e il Café Les deux Moulins – con tanto di descrizione storica e cartina geografica. Infine l’opzione Le buone azioni di Amélie consente l’accesso diretto alle sequenze dei ‘casi umani’ che la ragazza segue: per chi volesse fare un rapido ripasso.
(Le fabouleux destin d’Amélie Poulain); Regia: Jean-Pierre Jeunet; interpreti: Audrey Tatou, Mathieu Kassovitz, Serge Merlin, Jamel Debbouze; Distribuzione dvd: BIM;
formato Video: PAL 2.35:1 16/9; audio: DTS e Dolby Digital 5.1 italiano e francese sottotitoli: italiano
Extra: 1) commento del regista 2) Le buone azioni di Amélie 3) Sulle tracce di Amélie
