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DVD - La rabbia

Pubblicato il 10 ottobre 2008 da Simone Isola


DVD - La rabbia

Louis Nero è una figura anomala nel panorama cinematografico italiano. Testardamente ancorato a un concetto di cinema antinarrativo, fonda i suoi film su una composizione visiva di tipo pittorico, con piani sequenza ispirati a quelli del maestro Greenaway (Nero si è laureato al DAMS proprio con una tesi sul regista inglese). Giunge ora in versione DVD la sua ultima opera cinematografica, La rabbia, uscito nelle (poche) sale cinematografiche lo scorso febbraio. Per l’occasione Nero ha radunato un cast d’eccezione per una produzione indipendente: dai premi Oscar Faye Dunaway e Luis Bacalov (autore di un tema musicale candidato ai David di Donatello), a Giorgio Albertazzi e Franco Nero, passando per il critico cinematografico Gregorio Napoli e per il regista Tinto Brass. Il film racconta il tentativo di un giovane regista di realizzare un film da una sua sceneggiatura. Tutti i produttori non sono disposti a produrlo, o vorrebbero stravolgere il testo nei temi, nei personaggi, nel tono. Il film diventa una sorta di personale missione: il regista si batte per portare avanti un’idea che acquista via via sembianze da sogno. Tutto è cupo, fumoso; anche il legame sentimentale con la fidanzata sfuma lentamente e perde di consistenza. Il produttore ha l’aura sacrale di chi può trasformare e dare fisicità all’idea del giovane regista, ma sono tutti ottusi o interessati a gettare in pasto al pubblico temi e storie più corrive. Alla fine l’autore ricorre per autoprodursi ad una rapina in banca, seguendo una frase di Bertolt Brecht; una volta fatto ciò dovrà confrontarsi con la distribuzione, che non segue principi etici tanto diversi dalla produzione.

L’idea di base del film è tanto lodevole nei contenuti quanto contraddittori sono i risultati. La rabbia è un lavoro di denuncia nei confronti del cinema “industria”, estraneo a qualunque missione artistica. Tuttavia anche questa denuncia deve essere espressa in forma artistica, altrimenti non assume lo status di opera d’arte. Resta solo la rabbia del titolo, magari genuina, sincera. Il nostro cinema indipendente dovrebbe confrontarsi con storie, temi, personaggi che abbiamo un minimo riscontro nella nostra società; non stiamo parlando di un “neorealismo”, ma di un movimento di autori consapevoli dello status di arte industriale per il cinema cinema, senza che l’aggettivo superi il sostantivo (ma lo accompagna in ogni caso!). E se l’espressione artistica resta soffocata dalla politica (intesa come potere), dal sistema televisivo, il malessere e l’insofferenza devono tramutarsi in un’espressione completa. L’intera filmografia di Luois Nero oscilla propria su questo filo sottile, tra provocazione e velleità, spinta da uno spirito iconoclasta che a volte scade nell’ambiguo. Come quando il giovane regista si reca dal produttore Brass che, allietato dalle grazie di una ragazza seduta sulle sue gambe, rifiuta la sceneggiatura affermando che “la gente non vuole discussioni filosofiche, vuole tette e culi”, che si può mettere nella storia una donna che discuta di Hegel “ma che sia alla pecorina e senza mutande”. Una scena ironica, ma che descrive lo stato d’animo del regista, il suo odio nei confronti della fiction televisiva; sentimenti, però, che non emergono ordinatamente ma che sono contaminati dalla velleità di seguire modelli altisonanti e di chiudere qualsiasi porta allo spettatore. Sui reali problemi della produzione cinematografica non viene portato avanti un discorso approfondito, che cerchi di sviscerare i motivi che hanno generato una tale situazione. Il film procede come un oracolo, distillando massime e riflessioni che suonano alquanto stucchevoli e banali. Anche perchè i termini della discussione sono posti in modo schematico: "Conviene combattere per i propri ideali o seguire la lastricata via del denaro facile?". Nella vita di ognuno di noi questo tema non si pone mai così drasticamente, ma si piega a mille diverse declinazioni.

La qualità audio-video

Su supporto DVD l’immagine risulta molto sgranata e poco definita, piena di scie secondo quella che potrebbe, in fondo, essere una precisa scelta stilistica.
La situazione migliora parzialmente con l’audio, anche se il passaggio tra doppiaggio e presa diretta a tratti è fastidioso. L’origine low budget e digitale della pellicola non giustificano la scarsa cura o l’approssimazione della realizzazione tecnica.

Extra

Gli extra si limitano al trailer e ad un backstage, che più che altro è una serie di interviste agli attori e al regista del film. Il livello audio della musica è troppo alto e rende difficoltoso l’ascolto delle parole.


(La Rabbia); Regia: Louis Nero; interpreti: Faye Dunaway, Franco Nero, Nico Rogner, Corin Redgrave, Giorgio Albertazzi, Philippe Leroy, Lou Castel, Arnoldo Foà; distribuzione DVD: Mondo Home Enterteinment
formato video: 16/9; audio: Italiano Dolby Digital 5.1 - inglese Dolby Digital 5.1; sottotitoli: Italiano per non udenti

Extra: 1) Backstage 2) Trailer


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