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DVD - Vogliamo anche le rose

Pubblicato il 10 aprile 2009 da Fabiana Proietti


DVD - Vogliamo anche le rose

Dopo la parentesi realizzativa di Per sempre, documentario sulla clausura girato secondo il più canonico metodo di intervista e osservazione “partecipante” dell’autore alla sua materia d’inchiesta, Vogliamo anche le rose è il titolo di Alina Marazzi che per primo si riallaccia a quella che ormai possiamo definire senza timore di smentita una pietra miliare del documentario contemporaneo, il meraviglioso Un’ora sola ti vorrei.
Da questa opera intensa Vogliamo anche le rose mutua stile e tecnica – la pratica del found footage, ossia l’utilizzo di materiale di repertorio, poi assemblato in montaggio – e una tematica affine, soltanto affrontata su più vasta scala, quella della condizione femminile in un periodo storico emblematico come quello del decennio 60-70, in cui la donna italiana si emancipa da una società di stampo patriarcale per scoprirsi padrona della propria vita e del proprio corpo.
Dal caso di Liseli, e dalle sue emozionanti pagine di diario, l’indagine si allarga fino a comprendere le tante situazioni scaturite in un movimento compatto e agguerrito, ma non privo di punti di vista particolari, lontani dall’appiattimento della massa, e criticamente vigili verso tale cambiamento.

Vogliamo anche le rose è la registrazione di un corpo – sociale come più prettamente fisico – in mutamento, in cui l’emancipazione del genere femminile si comporta come un fisico acerbo e adolescenziale in attesa di sbocciare. Alina Marazzi conferma la sua delicatezza nel farsi testimone acuta di tali rivolgimenti, nel saper dosare con ironia e malizia momenti allegri ed episodi dolorosi, dando vita a una giostra di emozioni stridenti, che appartengono a tutte donne protagoniste, a quelle dei filmati corali come a quelle ‘di suono’, messe in rilievo dalla lettura dei diari – Anita (Caprioli), Teresa (Saponangelo) e Valentina (Carnelutti) – tre voci, tre storie per tre tappe fondamentali di questa emancipazione collettiva, ipoteticamente collocate in una fase pre-sessantottesca (Anita), in una post-sessantottesca (Teresa) e, infine, nel periodo della fine degli anni Settanta (Valentina), quella forse più scettica e disincantata, con cui la regista ci lascia (pensando probabilmente al grigiore di oggi) e in cui agli allegri furori della lotta, subentrano i dubbi sul possibile fallimento di ogni ruolo imposto tanto alla donna quanto all’uomo.

Nell’incipit della pellicola, il montaggio crea un collegamento tra la donna-tipo anni Cinquanta e una figlia dei fiori di almeno venti anni dopo: in un filmato in technicolor una signora bene, colorata come una pin up entra in un emporio e rimirando i tanti oggetti esposti guarda in una palla di cristallo. “guarda il tuo futuro” – le dice la voce off della regista – e nella sfera viene riflessa l’immagine di una giovane hippie danzante nuda in mezzo a un raduno musicale. La pin-up urla inorridita: il cambiamento, la mutazione fisica e psicologica, è sempre un’esperienza a carattere altamente orrorifico. Ma così come è intuibile e comprensibile lo stupore assoluto che attanaglia la visione precedente al mutamento, non lo è invece quello che assale le generazioni successive, e sta a indicare una evidente regressione.
Allora, questo terzo lavoro cinematografico di Alina Marazzi (gli altri, quelli degli anni Novanta sono stati realizzati per la televisione), diventa un’opera necessaria di costume e militanza politica e l’elenco delle leggi che in quel decennio consentirono una reale emancipazione sociale della donna, posto sui titoli di coda, lascia precipitare lo spettatore dall’atmosfera gioiosa e viva di quei giorni nello sconforto di veder ora gettate al vento tante battaglie, perse – si perdoni la retorica – quando l’unico sogno delle adolescenti di oggi è soltanto quello di essere esibite.

Vogliamo anche le rose esce in sala quando il dibattito in Parlamento e sui media verte su una possibile abolizione della 194 e quando la polizia irrompe in un ospedale dove si sta praticando un aborto tacciandolo di illegalità. E allora, gli anni di Porci con le ali raccontati in questa ricca e vibrante pellicola – il cui lavoro filologico assume un altissimo valore artistico ma anche didattico – acquistano il sapore amaro di una promessa tradita, di un regalo gettato via e di cui non è stata compresa l’importanza.

La qualità audio-video

Data la freschezza del titolo, la qualità audio-video risulta eccellente, una nitidezza intatta anche nei vecchi filmati di repertorio in b/n, così come quelli a colori. Il riversamento audio non spreca il come sempre ottimo lavoro di Benni Atria, montatore del suono, fedele collaboratore della regista.

Extra

Edizione ricchissima di contenuti speciali quella improntata dalla Feltrinelli collana Real Cinema. Il cofanetto contiene oltre al dvd del film un libro di accompagnamento, a cura di Alina Marazzi, con introduzione firmata da Lidia Ravera a cui segue Una conversazione con Alina Marazzi e Silvia Balestra, che mette a fuoco alcune delle tematiche della pellicola e rende conto della mole di lavoro affrontata dalla regista, dello studio richiesto dal ‘semplice’ assemblaggio di immagini di repertorio e del gusto e della ricercatezza con cui quest’operazione è stata realizzata.
Seguono l’intervista alla montatrice Ilaria Fraioli e la testimonianza di Loretta Veri, direttrice organizzativa dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, e, infine, la trasposizione integrale dei tre diari scelti dalla Marazzi per illustrare il cammino della donna nel corso del decennio.
C’è poi una sezione critica, corredata dagli approfondimenti di Dario Zonta sul cinema underground italiano e il documentario – con le esperienze di Alberto Grifi e il suo fluviale Anna, Mario Masini, Adriana Monti ecc. –, un intervento dei produttori Francesco Virga e Gianfilippo Pedote; un excursus sulla formazione del movimento femminista di Diego Giacchetti intitolato Generazione al femminile. Giovani donne negli anni della protesta.
Tra i veri e propri extra del dvd sottolineiamo una bella intervista alla regista e un test per scoprire a quale donna, tra quelle raccontate nel documentario, si è più simili.


Regia : Alina Marazzi; distribuzione DVD: Feltrinelli collana Real Cinema
formato video: 4/3 1.33:1 PAL Full Frame Anamorfico; audio : Italiano Dolby Digital - 2.0; sottotitoli : Italiano (non udenti) e Inglese

Extra : 1) Intervista ad Alina Marazzi 2) La prima del film in un liceo di Milano 3) trailer 4) spot pubblicitari di 15’’ e 30’’ 5) gioco interattivo “scopri la donna che è in te” 6) libro Le rose a cura di Alina Marazzi


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