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El Mudo

Pubblicato il 14 agosto 2013 da Filippo Baracchi

VOTO:

El Mudo

Costantino è un giudice peruviano, fermamente devoto ai principi della legge, costretto più volte a scontrarsi nelle proprie indagini con la corruzione del proprio paese. Una sera tornando a casa in auto, viene colpito al collo da una pallottola, che gli preclude l’utilizzo della parola. Il caso viene inizialmente archiviato, ma Costantino rimane convinto che dietro all’accaduto vi sia un responsabile. Sarà costretto a scovare il proprio sicario, da solo e in silenzio, senza la possibilità di parlare.
Parabola sulle contraddizioni insite nella società peruviana contemporanea, El mudo, ovvero il muto, è un ritratto kafkiano che coinvolge il pubblico, non solo peruviano, proprio per la capacità di lavorare a più livelli d’analisi: da una parte troviamo la società peruviana, falsa e facilmente corrutibile, caratterizzata da un’arretratezza burocratica. Dall’altro emerge una riflessione più ampia sulla cecità del cittadino di oggi nei confronti della legge e dei meccanismi che la regolano.
Costantino è infatti un Joseph K. (protagonista de Il Processo di F. Kafka), che lavora nella macchina burocratica dello stato.
In essa cerca di portare un cambiamento che difficilmente è attuabile in una corruzione familistica e sistemica dilagante. Atmosfere noir, costruite su basi narrative di detective e crime movie e sviluppate da uno splendido accompagnamento musicale di Oscar Camacho, delineano un panorama irreale e visionario che spiazza lo spettatore ma che allo stesso tempo lo spinge a riflettere: il caso di Costantino è un caso chiuso troppo velocemente, in cui non compare alcuna lentezza burocratica da parte della legge; vi è stata dunque un’efficenza della giustizia? Oppure la velocità è un modo per nascondere la verità, malgrado si parli di un rappresentante della legge?
Se nel cittadino al di sopra di ogni sospetto di E. Petri (Italia, 1970) colui che aveva commesso il crimine non poteva venire neppure indiziato, ne El Mudo, invece colui che l’ha subito, è costretto a rimanere in silenzio, perchè tuttavia c’è sempre qualcuno al di sopra di lui.
La sobrietà e la semplicità di messa in scena dei fratelli Vega (inquadrature semplici e pochissimi movimenti di macchina) bene si adattano alla storia sia nei tempi che nei ritmi. L’interiorità e il disagio del protagonista, interpretato da Fernando Bacilio, che per quasi tutto il film si esprime a gesti e espressioni facciali, emerge in modo convincente.


CAST & CREDITS

(El Mudo); Regia: Daniel e Diego Vega; sceneggiatura: Manuel Arias, Diego Vega, Daniel Vega; fotografia: Fergan Chávez-Ferrer; montaggio: Gianfranco Annichini; musica: Oscar Camacho; interpreti: Fernando Bacilio, Lidia Rodríguez, Juan Luis Maldonado, Augusto Varillas, José Luis Gómez, Norka Ramírez, Ernesto Ráez; produzione: Maretazo Cine, Nodream Cinema; distribuzione: UDI-Urban Distribution International; origine: Perù, Francia, Messico, 2013; durata: 86’


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