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Far east 2008 - L change The World

Pubblicato il 20 aprile 2008 da Salvatore Salviano Miceli


Far east 2008 - L change The World

In principio era il fumetto stravenduto di Obata Takeshi, poi sono arrivati i due film di Kaneko Shusuke che nel solo 2006 hanno incassato 68 milioni di dollari. Adesso è il maestro dell’horror giapponese, Nakata Hideo, creatore della saga originale di The ring (solo per citare uno dei numerosi successi), a cimentarsi con Death Note. Attenzione, però, il suo L change the World non è il terzo episodio di una inesistente trilogia, bensì uno spin-off.
Il protagonista questa volta è L (ancora interpretato da Matsuyama), il particolare e geniale detective già incontrato in Death Note: The last name. Si scontrerà con una banda di terroristi ecologici decisi a salvare il pianeta dalla minaccia più pericolosa: l’uomo. L, il detective solitario che si nutre solo di dolci e sembra vivere in un mondo tutto suo, è un personaggio assai interessante. Nel film è costretto ad abbandonare il suo atteggiamento riflessivo ed icastico per scappare dai terroristi che lo braccano. Funziona anche in questa veste. Pur non perdendo le sue caratteristiche principali, scopriamo un L in grado di buttarsi a capofitto nell’azione, grazie anche a Matsuyama Kenichi che gli presta il volto con straordinaria naturalezza. Condivideranno l’avventura un bambino muto, proveniente da un villaggio sterminato dal “virus letale”, e una ragazzina che ben presto riuscirà ad ammorbidire e a stregare L.
Chi si aspetta un horror in puro stile Nakata (Dark Water resta, e non potrebbe essere altrimenti, uno dei punti di riferimento degli ultimi anni per il genere) non può che accompagnare la fine della proiezione con un pizzico di delusione. Qui, il regista, probabilmente spinto da produttori quantomai desiderosi di assaporare anche per questa nuova pellicola lo stesso successo dei due film precedenti, strizza un po’ l’occhio al mercato hollywoodiano realizzando un film a metà tra il poliziesco e il fantasy.
Due ore assolutamente godibili, sia chiaro, con intermezzi ironici piuttosto divertenti, ma abbinando il nome del regista a quello di un manga assai particolare come quello di Obata Takeshi, ci sentivamo in procinto, forse sbagliando, di assistere ad un piccolo capolavoro, e così non è stato.
Nakata Hideo si è sicuramente divertito ad esplorare atmosfere che non gli appartengono del tutto e ad inseguire ritmi ben lontani da quell’incedere lento, quasi totalmente privo di frenesia, che ha scandito la maggiorparte della sua filmografia, ed alla fine confeziona un prodotto commercialmente più che dignitoso in grado di soddisfare pienamente i più diversi appetiti.
Pur trattandosi di uno spin-off, come detto, è naturale però ripensare alle pellicole di Shusuke che, alla fine, risultano forse un po’ più ingenue ma assai più compiute.


CAST & CREDITS

(L change the World); Regia: Nakata Hideo; sceneggiatura: Kobayashi Hirotoshi; fotografia: Kikumura Tokusho; montaggio: Takahashi Nobuyuki; musica: Kawai Kenji; scenografia: Rauchi Kyoko; interpreti: Fukuda Mayuko, Matsuyama Kenichi, Fujimura Shunji, Hiraizumi Sei; produzione: Tanaka Masa, Lijika Nobuhiro, Kobayashi Takahiro; origine: Giappone, 2008; durata: 130’


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