Fast and Furious: Solo parti originali

Quarto episodio della saga. Il consueto binomio “donne e motori” viene esasperato nel più iperbolico “muscoli e azione”, scorazzando in giro per il mondo, tra Los Angeles e il deserto messicano, a caccia dei responsabili della morte di Letty, compagna del duro Dominic Toretto. Si comincia subito con una forte scarica di adrenalina grazie alla mirabolante sequenza iniziale in cui il fuggitivo Vin Diesel, stanziatosi nella Repubblica Dominicana insieme alla sua ragazza, è in procinto di rapinare un grosso tir che trasporta benzina, disperso tra gli impervi sentieri dominicani. Accompagnati dai loro bolidi da corsa e dai loro muscoli d’acciaio, Vin e la sua banda si lanciano in un inseguimento serrato – con tanto di esplosioni, derapate ed epilogo al cardiopalma – che dà il la a un’altra frenetica rincorsa (stavolta a piedi e senza l’ausilio di mezzi roboanti), quella del rivale/amico Brian O’Conner, che tra i sobborghi di L. A. sta inseguendo in giacca e cravatta un pericoloso malvivente in grado di dargli il nome di un informatore. Nel frattempo Letty, sperando di risolvere i problemi con la giustizia del fidanzato, inizia a lavorare sotto copertura per Brian, ormai diventato un agente dell’FBI, ma qualcosa va storto e durante una corsa di automobili la ragazza viene uccisa. La persona ricercata è un certo Braga, un losco trafficante di droga che fa la spola tra il Messico e gli Stati Uniti introducendo, con l’ausilio di tunnel scavati nella roccia, notevoli quantità di stupefacenti nel territorio americano. E così Vin e Brian si ritrovano a dare la caccia allo stesso uomo, uno per vendicare la morte della ragazza e l’altro per arrestare il famigerato boss. Riescono ad infiltrarsi separatamente nell’organizzazione di Braga, che guarda caso fa passare la droga sfruttando degli esaltati corridori automobilistici, e pur non fidandosi l’uno dell’altro sono costretti ad unire le forze per poterlo fermare. Dilungarsi nella descrizione della trama di Fast and Furious: Solo parti originali serve solo a sottolineare come essa sia in fondo irrilevante per tutti gli appassionati di autotruccate e di corse clandestine, che da anni seguono le peripezie di Vin Diesel e compagni. Chi riesce a lasciarsi trasportare dal suono rombante di un motore turbo e si incendia alla vista di una Nissan Skyline GTR o di una Dodge Charger del 1970, non ha certo bisogno di “inutili” momenti descrittivi e apprezzerà – tra le tante – la sequenza girata in stile Playstation di una gara disputata in mezzo al traffico notturno di Los Angeles, della durata di circa venti minuti! Per non parlare poi degli inseguimenti mozzafiato che avvengono tra gli angusti corridoi dei tunnel segreti, o dei sorpassi furibondi nel cuore del deserto, seguiti con la cinepresa posizionata in parti diverse della vettura come se la si stesse guidando realmente. Insomma, i fanatici dell’alta velocità e dei videogames possono deliziare i loro palati davvero in tutte le salse. Quanto agli altri, dovranno pazientare un bel po’, e sempre con la cintura ben allacciata, prima che si spengano definitivamente i motori. Perché questo quarto capitolo della fortunata serie sembra proprio essere la totalizzazione, oltre che la versione estrema, di quelli realizzati precedentemente. A cominciare dal titolo, che allude a un ritorno dei protagonisti originali del primo Fast and Furious (sfruttando furbescamente le aspettative del pubblico), attorno ai quali viene costruito un complicato intrigo poliziesco che diventa un mero pretesto per ritornare a gareggiare sulle scintillanti lamiere. Se il secondo episodio aveva in qualche modo continuato a seguire le vicende dei personaggi, “raddoppiando” la quantità di benzina e l’alta velocità, con la parentesi drifting di Tokyo ci si era decisamente allontanati dal focus narrativo, affidando le potenti macchine a nitrogeno a dei ragazzini mai visti prima. Vin Diesel e Paul Walker, i due attori protagonisti, avevano presenziato ciascuno a un episodio diverso ma qui li ritroviamo entrambi, come asserragliati di nuovo ai blocchi di partenza. Il loro diventa ben presto un confronto old school, una sfida “alla vecchia maniera” in cui ogni cosa è portata al limite: dai bolidi sempre più tirati ai caratteri dei due che non ammettono alcuna mediazione. E a dirigere il tutto c’è Justin Lin, già regista dell’episodio nipponico, che per essere in simbiosi con i suoi personaggi parte anche lui con il piede schiacciato sull’acceleratore, non perdendosi troppo in fronzoli e lanciandosi(ci) a capofitto verso una configurazione visiva spasmodica, a tratti inverosimile. È chiaro che dimostra talento nella realizzazione di scene d’azione e anzi a volerlo guardare con un occhio analitico, in alcuni momenti Lin dà l’impressione di inquadrare degli squarci tipicamente fordiani: apprezzabile nel tentativo di sostituire il panorama della Monument Valley con quello altrettanto desolato delle montagne dominicane. Anche qui infatti ci si può imbattere in “moderne” diligenze, che vengono assaltate in sella a forsennati destrieri. Ma togliendo le varie acrobazie stradali e il fracasso della musica sparata a palla, quello che rimane è purtroppo ben poca cosa. Fast and Furious 4 si configura come un film senza sfumature e che rimane troppo “fermo” sul proprio obiettivo, con la triste constatazione finale che il fenomeno “veloci e furiosi” sia ormai diventato una sorta di brand-movie, un’etichetta da attaccare di volta in volta al prodotto più facilmente collocabile sul mercato. Il peso di questa strategia commerciale lo rende eccessivamente spettacolare ed eccessivamente testosteronico fino al punto che Vin Diesel, dopo aver fatto fuori con un impennata l’assassino della sua ragazza, conclude la pellicola esclamandogli contro a mo’ di insulto l’espressione «Pussy!», che per pudore abbiamo lasciato anche noi in originale.
(Fast and Furious: New Model. Original Parts); Regia: Justin Lin; sceneggiatura: Chris Morgan; fotografia: Amir M. Mokri; montaggio: Fred Raskin, Christian Wagner; musica: Brian Tyler; interpreti: Vin Diesel, Paul Walker, Michelle Rodriguez, Jordana Brewster, John Ortiz, Laz Alonso, Gal Gadot, Shea Whigham, Sung Kang, Wilmer Calderon, Liza Lapira, Ron Yuan; produzione: Neal H. Moritz Productions, One Race Productions, Original Film, Universal Pictures; distribuzione: Universal Pictures; origine: USA, 2009; durata: 99’.
