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FIDO - MIDNIGHT

Pubblicato il 23 gennaio 2007 da Giampiero Francesca


FIDO - MIDNIGHT

Benvenuti negli anni ’50: il sole splende dietro le vostre finestre, i bambini giocano felici, le aiuole sono piene di fiori e i prati puliti e curati; la fatica, il lavoro sono solo un ricordo, il vostro zombie domestico provvede a tutto. Non c’è nulla da temere, la vostra incolumità è al sicuro… assicura la Zomcom!

Addio cari vecchi morti-viventi, il cui incedere lento e ciondolante incuteva timore e soggezione, nel mondo delle multinazionali e delle corporation non c’è spazio nemmeno per gli incubi. E’ questa l’idea di fondo di Fido di Andrew Currie. Fido è appunto lo zombie addomesticato di Timmy, figlio di una famiglia borghese in un piccolo paese della provincia americana.
Non bisogna però volare troppo lontano con l’immaginazione per cogliere, dietro questa divertente black comedy, una dissacrante visione della società occidentale. Così come per gli horror degli anni ’70, anche questo ibrido cela, neanche troppo accuratamente, una critica diretta ai nostri costumi e abitudini. Come non vedere nell’apparente, inquietante, tranquillità della cittadina la raffigurazione di una società ipocrita, che cerca di nascondere dietro una pace esteriore i contrasti, i conflitti che la popolano? Come non trovare nell’accanimento collettivo verso gli zombie, anche quando addomesticati, la rappresentazione della paura verso il diverso che anima l’occidente (in particolare l’America) del post undici settembre?
E così, dietro le risate, si riflette nel vedere i bambini che a scuola, imparano a tirare con il fucile, nel seguire i telegiornali di regime che indottrinano sulla bontà della Zomcom, nel costatare la forza della corporation e dei suoi dirigenti, loro sì immuni da qualsiasi legge o proibizione.

Le intenzioni di Currie sono fin troppo chiare, ma non appesantiscono una pellicola che rimane pur sempre una divertente commedia nera. Gag, battute, situazioni ironiche e fraintendimenti si susseguono senza sosta accompagnate da una regia e una fotografia che si limitano, nel solco della tradizione, a guidare il racconto, senza inutili orpelli o tentativi di autorialità (cosa rara viste le pellicole in concorso al Sundance).
Chi vuol capire capisca, per gli altri la vita continua…


CAST & CREDITS

Regia: Andrew Currie; sceneggiatura: Andrew Currie, Robert Chomiak, Dennis Heaton; fotografia: Jan Kiesser; montaggio: Roger Mattiussi; interpreti: Carrie-Anne Moss (Helen), Billy Connolly (Fido), Dylan Baker (Bill), K’Sun Ray (Timmy), Henry Czerny (Mr. Bottoms), Tim Blake Nelson (Mr. Theopolis); musiche: Don MacDonald; scenografie: Michael Norman Wong; produttore: Blake Corbet, Mary Anne Waterhouse; origine: Usa 2006


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