Gasland - Roma 2010 - Extra

Nelle campagne della Pennsylvania, se si accosta la fiamma di un accendino al getto che esce da un rubinetto, si può vedere l’acqua prendere fuoco. Sembra un gioco di prestigio, e invece è il risultato di un procedimento quanto mai invasivo e pericoloso di estrazione del gas sottosuolo. Le falde acquifere si inquinano con conseguenze disastrose, ed ecco che ciò che esce dai rubinetti delle abitazioni non è più soltanto acqua, ma un ibrido di rifiuti tossici.
A portare l’attenzione sui rischi enormi derivanti dalle operazioni di estrazione del gas messe in atto in maniera indiscriminata in varie zone degli Usa è il giovane regista Josh Fox, che con questo suo secondo lungometraggio ha già vinto il Premio Speciale della Giuria al Sundance Film Festival. Sull’onda del suo connazionale Michael Moore, Fox percorre in lungo e in largo gli Stati Uniti, telecamera alla mano, facendo interviste e documentando le conseguenze nefaste di quello che sta accadendo non solo in Pennsylvania (lo stato dove lui è nato e ha trascorso l’infanzia), ma anche in altri luoghi come il Colorado, il Wyoming, lo Utah e il Texas. Oltre ad offrire un bel compendio di dati e informazioni su un argomento scomodo e che merita di essere affrontato con la massima urgenza, il film di Fox cerca di dare uno spazio alla voce di chi ha subito e sta subendo gravi danni, e di essere uno strumento concreto di denuncia di quelle dinamiche politiche ed economiche completamente aberrate che purtroppo sempre più spesso si fanno dominanti.
Lo stile è molto essenziale, caratterizzato da un montaggio dinamico e da riprese sporche e asciutte. Immagini di bei paesaggi ancora intatti contrastano con quelle inquietanti di animali morti e ammalati a causa dell’inquinamento. Infatti nelle zone rurali dove l’economia dipende strettamente dall’agricoltura e dall’allevamento di bestiame la contaminazione dell’acqua si porta dietro uno strascico di conseguenze particolarmente problematiche. Chi poi ha scelto la campagna semplicemente per crescere i propri figli in un ambiente più salubre si trova a fronteggiare situazioni pesantissime: in alcuni luoghi persino l’aria risulta inquinata da sostanze pericolose. Del resto, come viene mostrato nel documentario, l’acqua che alcune persone hanno messo da parte in barattoli di vetro emana un odore nauseabondo e mostra depositi tossici di polveri scure: quali possono essere le drammatiche conseguenze di tutto questo sull’organismo umano?
L’equilibrio tra i nostri fabbisogni energetici e la tutela dell’ambiente in cui viviamo si fa sempre più fragile. Fox mette a punto un’operazione che è insieme un atto d’accusa, un’indagine serrata, una riflessione necessaria. L’efficacia comunicativa sembra essere la priorità di un film che punta tutto su un linguaggio diretto e semplice, ma che sa anche abbandonarsi, qua e là, a qualche parentesi dal sapore poetico o anche ironico, complice la colonna sonora. Tra malinconia e provocazione, Gasland cattura le immagini di un’America dimenticata e inascoltata, interrogandosi sul futuro che, nel bene e nel male, dipende solo dal nostro presente.
(Gasland) Regia: Tom Vaughan; sceneggiatura: Josh Fox; fotografia: Matthew Sanchez; montaggio: Matthew Sanchez; produzione: International WOW Company (Stati Uniti); distribuzione internazionale: Cinema Managment Group (Stati Uniti); origine: USA; durata: 107’.
