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Helen - Torino Film Festival 2008 - Concorso

Pubblicato il 23 novembre 2008 da Luca Lardieri


Helen - Torino Film Festival 2008 - Concorso

Il concorso del ventiseiesimo Torino Film Festival si è aperto con Helen, film scritto, prodotto e diretto dalla coppia (nella vita e dietro la macchina da presa) Christine Malloy e Joe Lawlor. Helen è una pellicola affascinante, densa e suggestiva che, attraverso lunghissimi piani sequenza, lentissime carrellate e primissimi piani dei personaggi che la riempiono in ogni suo fotogramma, ci trasporta all’interno dei malinconici occhi della giovane protagonista (una bravissima Annie Townsed) ed in maniera molto intimista ci palesa i suoi sogni, le sue frustrazioni, le sue paure.

La storia narra della scomparsa di una giovane ragazza, Joy, e di Helen, sua coetanea, che aiuta la polizia della propria città a ricostruirne gli ultimi movimenti, trasformandosi nella sua controfigura. Non appena indossata la giacca di pelle gialla di Joy, Helen comincia ad immedesimarsi nella vita della ragazza ed inizia un’indagine personale ed introspettiva che la porterà gradualmente ad immergersi nell’esistenza della propria coetanea. Joy aveva tutto ciò che si poteva desiderare: una famiglia affettuosa, un ragazzo affascinante ed un ottimo curriculum scolastico. Helen, invece, è orfana ed in tutta la sua ancor breve esistenza non ha mai avuto nessuno a cui affezionarsi e che si fosse realmente affezionato a lei. Visitando i luoghi, gli amici ed i familiari di Joy, Helen comincerà ad interrogarsi sul significato della propria vita e a sognare di poter ottenere, un giorno, la stessa "normalità" della ragazza scomparsa.

Un film commovente che avvicina lo spettatore all’anima della propria protagonista con estrema dolcezza e dignità. Uno stile quasi documentaristico che tenta, riuscendoci appieno, di mettere in risalto tutti gli stati d’animo della giovane ragazza, scrutando il suo sguardo ed i suoi gesti appena accennati. Gesti di chi cerca di scoprire con delicatezza abitudini, sogni e desideri che la vita non gli ha dato modo di provare. La normalità, quasi banale di un’esistenza che agli occhi di Helen giunge come straordinaria ed unica. Non vuole interferire con la vita di Joy, nè vuole sostituirsi ad essa, bensì sperimentare sensazioni e sentimenti a lei estranei. I due registi, hanno il pregio di non percorrere la strada più facile e di non trasformare quindi, Helen in una psicotica. Non vogliono accattivarsi il pubblico con facili mezzucci, né creare eccessiva empatia tra spettatore e personaggio. “Helen - afferma Joe Lawlor - è il tentativo di ritrarre una ragazza profondamente complessa. Tale complessità esiste in tutti noi ad ogni età, ma spesso gli adolescenti non vengono visti e/o descritti con la stessa attenzione che si dona ad un uomo o a una donna già formati. Noi volevamo ricreare questa intensità ed ogni cosa nel film è funzionale a questo. Ad esempio la polizia è stata pensata e messa in scena solo ed esclusivamente in funzione del personaggio e quindi capace di compiere azioni e movimenti totalmente distanti da quelli reali.”
Gli attori, quasi tutti non professionisti, donano un’atmosfera molto realistica ed intensa al film, tanto da riuscire a far dimenticare allo spettatore il filtro della macchina da presa e tramutando il tutto in una finestra sul “mondo reale”. Ogni movimento della giovane ragazza viene incorniciato all’interno di inquadrature dalla fotografia molto suggestiva, atta ad ammaliare lo sguardo di chi osserva e rende il tutto piacevole nonostante la complessità del tema trattato. La scelta finale di Helen di scoprire la verità sulle proprie origini, è resa con estremo tatto, riuscendo a rendere reali le ansie e le paure di chi decide di scoprire sè stesso nel passato e di proiettarsi così in un possibile futuro. Incognite che cominciano ad assumere una forma, rendendo così meno spaventoso (nel bene e nel male) il senso di vuoto alla bocca dello stomaco causato dall’ignoto. Bellissimo!


CAST & CREDITS

(Helen); Regia: Christine Molloy e Joe Lawlor; sceneggiatura: Ben Slater, Christine Molloy e Joe Lawlor; fotografia: Ole Birkeland; montaggio: Christine Molloy; musica: Dennis McNulty; interpreti: Annie Townsed (Helen), Sandie Malia (Mrs Thompson), Dennis Jobling (Mr Thompson), Danny Groenland (Danny); produzione: Desperate Optimist Production; origine: GB/Irlanda, 2008; durata: 79’


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