Torino 33 - Hello, my name is Doris

Una commedia vitale, scritta benissimo, che mette il buonumore malgrado la serietà dei temi trattati: la vecchiaia, la possibilità di cambiare, l’amore in età matura.
Sally Field grandiosa in questo personaggio minimo: una donna originale, per molti versi fallita eppure fiera, dignitosa, sempre orgogliosa di ciò che è e di ciò che pensa. Doris Miller e sua madre hanno vissuto insieme tutta la vita e sono state accumulatrici seriali: la casa è un pozzo senza fondo di oggetti incongruenti: un unico sci ricordo dei vicini trasferitisi anni prima altrove, contenitori scompagnati, boccette di shampoo mezze vuote, lampade raccattate per strada e quant’altro.
Rimasta orfana a sessant’anni, Doris segue seminari motivazionali con la sua migliore amica Roz, in ascensore si spalma su un virgulto trentenne che le fa un compimento sugli occhiali a occhio di gatto, il quale si rivela suo nuovo superiore sul lavoro (John) e che diventa inaspettato oggetto del desiderio. Alleandosi con la nipote quindicenne di Roz, Doris apre un profilo Facebook falso, accede ad informazioni su John, lo attira con interessi comuni musicali posticci. Questo le rivela un mondo contemporaneo notturno mai scoperto, persone che la reputano vintage e straordinaria, vive di luce riflessa nel loro giudizio di hipster modaioli e cresce in autostima. Non fa nulla se il fratello le porta a casa una dottoressa specializzata in dipendenze da oggetti che le vuol far buttare tutta la spazzatura accumulata in quarant’anni, non fa nulla che John sia fidanzato con una bionda che è stata chiamata Brooklyn dai genitori fanatici di Woody Allen ("perché allora non ti hanno chiamato Woody Allen?"), non fa nulla che Roz provi a farle aprire gli occhi dicendole che i suoi nuovi amici la considerano solo una vecchietta che indossa vestiti strani: a Doris si è accesa dentro una lampadina, ha riaperto il cuore al sentimento, si trucca fluorescente, sogna ad occhi aperti, si ubriaca da sola davanti al monitor e per disperazione posta sul social network commenti che fanno male a tutti. È la vita. E lei deve tornare ad imparare a starci dentro. Girl power totale, le amiche restano sempre, non c’è un limite all’amore, vive l’amour, vive la vie!
(Hello, my name is Doris); Regia: Michael Showalter; sceneggiatura: Michael Showalter, Laura Terruso; fotografia: Brian Burgoyne; montaggio: Robert Nassau; musica: Brian H. Kim; interpreti: Sally Field, Max Greenfield, Beth Behrs, Wendi McLendon-Covey, Stephen Root, Elizabeth Reaser, Isabella Acres, Tyne Daly; produzione: Haven Entertainment, Red Crown Productions; distribuzione: Sony Pictures; origine: USA, 2015; durata: 95’
