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How to cook your life

Pubblicato il 8 giugno 2008 da Giampiero Francesca


How to cook your life

Può un film sulla cucina, sul cibo, sull’arte di prepararlo trasformarsi in un manifesto di saggia convivenza ed eguaglianza? Secondo Doris Dörrie, regista del film How to cook your life, e Edward Espe Brown, cuoco e monaco zen californiano, sì.

Per chi fosse abituato a vedere documentari sulla cucina o semplici programmi sulla preparazione delle pietanze, l’approccio del monaco/cuoco Edward Espe Brown non potrà che sorprendere. La trasformazione del cibo, del nutrimento in bieca merce di scambio, rappresenta un punto di partenza per un viaggio all’interno delle mutazioni che l’alimentazione ha subito negli anni. Un’involuzione che ha trasfigurato un’operazione semplice e naturale come il nutrirsi, facendole assumere le sembianze di una banale mercanzia, che, agli occhi della documentarista e del cuoco appaiono come un’aberrazione del sistema capitalistico. Seguire le lezioni, le conferenze di Edward Espe Brown, guardarlo all’opera mentre prepara le pietanze, per Doris Dörrie, rappresenta dunque il canale più efficace per mostrare questa anomalia.
In un cocktail bizzarro fra tradizione religiosa, cura di se stessi e degli altri, lezioni sui coltelli e sull’impasto del pane, il maestro trasmette la sua visione del mondo: un universo di semplicità e naturalezza in cui rispettando piccole e basilari regole la convivenza risulterebbe molto più sana. Sana come i piatti che prepara, in un equilibrio di sapori e colori che rimanda alla filosofia zen, al bilanciamento fra lo jing e lo jang. Tanto armoniosa quanto invece squilibrata è la condizione della popolazione mostrata dalla Dörrie. Senzatetto ai limiti della sopravvivenza, individui incapaci di provvedere al proprio sostentamento sistematicamente messi a confronto con le ricette sagge e bilanciate di Brown mostrano questa disarmonia in tutta la sua brutale evidenza.
Una pellicola sorprendente dunque, che utilizza i canoni del documentarismo alla Anthony Bourdain, la passione per la cucina e le sue tecniche per veicolare un messaggio diretto e semplice. Una nuova convivenza possibile.

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CAST & CREDITS

(Wie Man Sein Leban Kocht); Regia: Doris Dörrie; sceneggiatura: Doris Dörrie; fotografia: Jorg Jeshel; montaggio: Suzi Giebler; interpreti: Edward Espe Brown; produzione: Fidelis Mager; origine: Germania; durata: 93’


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