I’m Carolyn Parker, The good, The mad and the beautiful

Molto è stato scritto, raccontato, mostrato sull’uragano Katrina, il disastroso tifone che, nell’agosto del 2005, distrusse New Orleans. Eppure c’è ancora chi, a sei anni di distanza, riesce a trarre dalle macerie di quel mostruoso disastro storie preziose, spunti ideali per riflessioni profonde. Storie come quella di Carolyn Parker, che Jonathan Demme racconta nel documentario I’m Carolyn Parker, The good, The mad and the beautiful.
La vita di Carlyn Parker, donna tenace, rimasta senza casa dopo il passaggio di Katrina, ma pronta a lottare per riprendersi ciò che la natura le aveva strappato, mostra infatti molto più di quello che appare. Mostra, innanzitutto, la forza, strenua, di lottare. Una forza innata, quasi ereditaria. E’ la stessa Carolyn Parker infatti a raccontare di sua nonna, dei suoi genitori, costretti a fare i conti con la segregazione razziale, con gli autobus divisi fra bianchi e neri, con le ingiustizie quotidiane. Sin da allora la sua famiglia aveva combattuto, lottato per i propri diritti. Una parte di quella forza deve sicuramente essere rimasta nelle vene di Carolyn Parker. La stessa energia che le aveva permesso di riemettere piede per prima nella sua vecchia casa di New Orleans. Le mura quasi diroccate, il legno fradicio, il soffitto cadente. E’ questa l’abitazione che la signora, all’inizio del documentario, mostra a Jonathan Demme e alla sua telecamera. Eppure Carolyn Parker era già lì, pronta a ricominciare a vivere, pronta, come i suoi antenati, a lottare per riprendersi ciò che era suo diritto. La casa dunque, e, quasi con la stessa vitale necessità, la chiesa. Ed ecco aprirsi un’altro spunto di riflessione. La casa e la chiesa, famiglia e religioni, pilastri della cultura americana. Nelle parole e negli atti di Carolyn Parker, queste due istituzioni appaiono paritarie, entrambe fondamentali ed imprescindibili. Non si può non avere una casa e non si può non avere una chiesa in cui pregare, con i propri canti, con i propri fedeli. In fondo è proprio grazie a questi due grandi valori che uomini e donne come lei sono stati in grado di tener duro nei momenti difficili, di sopportare le avversità.
Il documentario di Jonathan Demme non è dunque solo semplice racconto nato dall’uragano Katrina, una parabola sulla speranza, ma è un piccolo condensato di cultura americana. Dalle ricette per i piatti tipici, alla fede nella religione, dai racconti di un passato di segregazione alla cronaca ricostruzione una descrizione viva dell’Amirca è passata davanti alla telecamera di Demme. Una vitalità e una forza, quella di Carolyn Parker, che appare ancora accesa nei suoi occhi, quando saluta, felice dalla sua nuova bella casa colorata.
(Id.) Regia: Jonathan Demme montaggio: Ido Haar; Origine: USA, 2011. Durata: 91 min.
