Il cacciatore di ex

Milo è un ex poliziotto, ora cacciatore di taglie, a cui capita un’occasione d’oro: gli vengono offerti cinquemila dollari per catturare la sua ex moglie e consegnarla alla polizia. Con beffarda soddisfazione l’uomo si mette sulle tracce di Nicole, che è una giornalista di successo e ha per le mani un caso più che scottante. Quando viene convocata in tribunale per oltraggio al pubblico ufficiale infatti (ha “tamponato” un poliziotto a cavallo) la donna decide di non presentarsi davanti al giudice, poiché è troppo presa dalle sue indagini che sembrano promettere un importante scoop. Ma l’ex marito Milo la rapisce per farla arrestare e così verrà coinvolto, suo malgrado, nel pericoloso caso di cui la giornalista si sta occupando.
Il regista Andy Tennant imposta il film lavorando su un doppio binario che miscela, in maniera efficace, due generi che non sempre si lasciano intrecciare così solidamente: da una parte la commedia sentimentale, dall’altra il cinema d’azione. Gli elementi appartenenti a questi due diversi ambiti ci sono tutti, ben distribuiti lungo tutto il corso del film: i classici inseguimenti in auto e le ripetute sparatorie da un lato, i dialoghi frizzanti e i momenti romantici dall’altro. I protagonisti Jennifer Aniston e Gerard Butler sono tagliati per i loro ruoli, da una parte eroi da film d’azione rivisto attraverso la lente della commedia, dall’altra coppia in crisi ma allo stesso tempo affiatata e innamorata.
Il cacciatore di ex è insomma un prodotto che senza dubbio raggiunge gli scopi che si prefigge, ma è impossibile non mettere in discussione la validità di un’operazione di questo tipo, in cui tutto resta (volutamente) a livello di superficie e nessun argomento viene realmente sviluppato nella sua sostanza. Il discorso sul rapporto di coppia ad esempio, che in qualche modo viene chiamato in causa fin dal titolo, è di fatto completamente assente, e dei personaggi in fondo non ci viene raccontato nulla più delle strampalate azioni (tragi)comiche che li vediamo compiere per l’intero corso del film, senza però che tutto ciò comporti mai un qualche tipo di riflessione, neppure in chiave ironica e con la dovuta leggerezza.
Né spiacevole, né squilibrato, né difettoso potremmo dire, quella di Tennant è però una pellicola rispetto alla quale resta difficile rintracciare dei pregi particolari che la contraddistinguano, in quanto la vivace descrizione degli ambienti e dei personaggi di contorno e le note comiche non bastano a riscattare una certa inconsistenza di base e una banalità che, prima di ogni altra cosa, nuoce decisamente al film, nonostante le buone interpretazioni degli attori e il riuscito mix di generi.
(The Bounty) Regia: Andy Tennant; sceneggiatura: Sarah Thorp; fotografia: Oliver Bokelberg; montaggio: Troy Takaki; musica: George Fenton; scenografia: Jane Musky; interpreti: Jennifer Aniston (Nicole), Gerard Butler (Milo), Christine Baranski (Kitty), Jason Sudekis (Stewart); produzione: Neal H. Moritz; distribuzione: Sony Pictures; origine: Usa; durata: 110’.
