Il cosmo sul comò

Il Cosmo sul Comò segna il ritorno dopo alcuni anni, quattro per l’esattezza, al cinema di finzione del trio di comici Aldo, Giovanni e Giacomo. Come al solito il Natale è il momento propizio per portare sugli schermi il loro film, sicuri di accaparrarsi il terzo posto per biglietti strappati.
Tutto, nel film diretto da Marcello Cesena ( il Jean Pierre di Sensualità a Corte per la Galappa’s band), ha un non so che di innocente e forse troppo confezionato. A partire dalla divisione in storie, quattro corti più uno che fa da raccordo, tutte certo divertenti, ma che non sanno progredire, o meglio non sanno andare oltre il mero divertimento, in un qualche modo troppo sterili. Sembra, infatti, che si abbia l’intenzione di puntare solo sulla gag e sulla risata facile, piuttosto che approfondire il lavoro ed usare maggiormente l’ironia e il sarcasmo, che tanto bene aveva fatto in passato, al loro cinema e al loro lavoro.
Maestro Tsu Nam
Il Maestro Tsu Nam (Giovanni) impartisce insegnamenti Zen ai suoi adepti Pin (Aldo) e Puck (Giacomo).
Milano Beach
Tre famiglie milanesi e i rispettivi capi famiglia Aldo, Giovanni e Giacomo devono partire per le vacanze, le cose naturalmente si complicheranno.
L’autobus del Peccato
Padre Bruno (Giacomo), è un parroco di paese preso da tutti i drammi (soprattutto strutturali) delle propria parrocchia, ad aiutarlo Mario (Giovanni) una specie di perpetua in versione maschile e Beniamino (Aldo) un ragazzo mezzo timido o mezzo scemo, innamorato della commessa di un negozio di animali. La vita scorre serena fin quando...
Falsi Prigionieri
Traendo ispirazione da Harry Potter, Marcello Cesena immagina una storia ambientata nella stanza dei quadri parlanti del film. Ed allora abbiamo Menestrello ribelle (Aldo) un quadro con un certo problema di equilibrio, Peppino Caravaggio (Giovanni) quadro eseguito dal cugino del più noto pittore e il falso Van Dick (Giacomo) occupato a difendersi da varie insidie sessuali.
Temperatura Basale
Una coppia (Giacomo e Sara D’Amario) assiste, impotente ed invidiosa, alla felicità degli amici per l’arrivo dei figli, decisi ad averne, ad ogni costo, si rivolgono a diversi dottori e santoni per risolvere il problema fin che...
Di tutte queste storie la più compiuta e sicuramente la migliore è proprio quest’ultima. Densa e carica di ironia e sarcasmo sa essere il prototipo del come tutte le altre storie sarebbero dovute essere girate.
Quello che fa rabbia, di questa operazione, è che sembra una decisione presa a tavolino e sistematicamente condotta per i quattro quinti del film, come se la necessità di creare una comicità sciocca possa condurre più spettatori al cinema. Di fatto sembra un prodotto da brutta televisione, e questo sconcerta non poco se si pensa che attori e regista vengono proprio, al contrario, da quel bel modo di fare televisione, ironica, sarcastica e delirante che ha sfornato i migliori talenti comici del paese degli ultimi anni.
Infine, nota positiva è invece il trasformismo operato dai tre, novità assoluta per il loro cinema, dove invece generalmente apparivano ‘nudi’. Queste trasformazioni hanno motivazione certo tecnica (distinguere i personaggi tra i vari episodi) ma soprattutto sono un forte supporto comico alla recitazione parodistica, elemento di cui si nutre il film.
(Il Cosmo sul Comò); Regia: Marcello Cesena; sceneggiatura: Aldo, Giovanni e Giacomo e Valerio Bariletti; fotografia: Agostino Castiglioni; montaggio: Danilo Torchia; musica: Paolo Silvestri; interpreti: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, ; produzione: Piero Guerra per MEDUSA film; distribuzione: Medusa; origine: Italia , 2008; durata: 100’
